A Pause | Biennale Venezia 2026

La curatrice Selene Yap (sinistra) e l'artista Amanda Heng (destra), 2025. Image courtesy of Singapore Art Museum

 

Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026

Luogo: Arsenale | Padiglione Singapore

Indirizzo: Campo de la Tana

Orari: Mar - Dom (da Maggio a Settembre) 11.00 - 19.00 (Sab - Dom, solo Arsenale fino alle ore 20.00) | Mar - Dom (da Ottobre a Novembre) 10.00 - 18.00 | Lunedì chiuso (eccetto lunedì 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre, 16 novembre)

Curatori: Selene Yap

Enti promotori:

  • Ministry of Culture
  • Community and Youth
  • National Arts Council
  • Singapore Art Museum

Costo del biglietto: € 30 (giornaliero) | € 40 (tre giorni)


Il Singapore Art Museum (SAM) annuncia il titolo e il tema della mostra dell'artista interdisciplinare pioniera Amanda Heng Liang Ngim, presentata in collaborazione con la curatrice Selene Yap, per il Padiglione Singapore alla 61ª Esposizione Internazionale d'Arte de La Biennale di Venezia.

Per il Padiglione Singapore a Biennale Arte 2026, Amanda Heng Liang Ngim presenta A Pause, una mostra che prolunga la sua pratica pluridecennale di lavoro con il corpo e il quotidiano. La mostra trasforma il padiglione in uno spazio di riposo e osservazione, incentrato su azioni ordinarie come sedersi, aspettare e guardare.

Commissionata dal National Arts Council (NAC), sostenuta dal Ministero della Cultura, della Comunità e della Gioventù e organizzata dal SAM, la dodicesima partecipazione di Singapore all'Esposizione Internazionale d'Arte de La Biennale di Venezia sottolinea il costante sostegno del Paese agli artisti la cui pratica si confronta criticamente con il mondo attraverso la sperimentazione, la partecipazione e una ricerca continuativa. Rappresenta inoltre un impegno a supportare artisti singaporiani come Heng su palcoscenici internazionali, creando opportunità per mostrare il loro lavoro a un pubblico più ampio e rafforzando la presenza di Singapore nel panorama delle arti visive internazionali.

Figura pioniera della scena artistica contemporanea singaporiana, la pratica di Heng ha preso avvio alla fine degli anni Ottanta come risposta alle condizioni sociali e artistiche di una città-stato in rapida modernizzazione. Attraverso performance, installazione, fotografia e atti partecipativi, il suo lavoro si è costantemente concentrato sul corpo come soggetto e come medium. Questo focus è radicato in una stretta attenzione al quotidiano, trattato come metodo e come materiale.

La pratica di Heng non segue uno sviluppo lineare, ma crea una rete in cui gesti e interrogativi fondamentali riemergono nel corso dei decenni. Nei suoi lavori iniziali, come Let's Chat (1996) e Walk with Amanda (2000), ha stabilito un metodo di incontro sociale non codificato. Queste performance dal vivo utilizzavano azioni semplici — come le faccende domestiche o l'accompagnare il pubblico attraverso un centro gastronomico di strada — per esaminare come gli spazi pubblici e domestici vengano modellati, connotati di genere e negoziati. Il corpo in questi lavori è un corpo sociale, che negozia la propria presenza all'interno dell'architettura del quotidiano.

Questo interesse fondante è evidente anche nella cruciale serie fotografica Parts of My Body (1990). Attraverso primi piani diretti e spogli dei propri arti e articolazioni, Heng ha presentato il corpo come dato di fatto: un luogo di attenzione personale piuttosto che di esibizione pubblica. Questa precoce indagine sulla materialità e sull'agency del corpo ha prefigurato un'esplorazione che dura tutta la vita su come identità e storia vengano portate fisicamente.

A Pause riunisce dunque questi momenti a una scala e con un'intensità plasmata dal contesto di Biennale Arte 2026, invitando i visitatori a riflettere su come resistenza e rinnovamento si coltivino non attraverso grandi gesti, ma attraverso i ritmi silenziosi e persistenti della vita quotidiana — attraverso la capacità istintiva del corpo di riposare, di essere resiliente e di autodeterminarsi.

L'artista Amanda Heng Liang Ngim dichiara: «Il mio lavoro nasce dall'esperienza ordinaria. A Pause guarda al riposo come a qualcosa di necessario e familiare a tutti noi. Andando oltre le forme fisiche, i nostri corpi guardano all'interno per trovare la forza interiore e la quiete necessarie alla resilienza e al rinnovamento. Vorrei estendere questo invito alla riflessione ai visitatori di Biennale Arte 2026 quando l'installazione site-specific aprirà nel Padiglione.»

La curatrice Selene Yap spiega: «Il metodo di Amanda Heng di costruire il lavoro a partire da incontri sociali non codificati posiziona il corpo come luogo di negoziazione continua. A Pause fa avanzare questa pratica, creando uno spazio in cui il riposo diventa un atto collettivo. Il padiglione propone il quotidiano come materiale primario per l'indagine artistica e sociale

Eugene Tan, Co-Presidente del Commissioning Panel e CEO e Direttore del SAM, afferma: «Amanda Heng è una figura fondativa nella storia dell'arte contemporanea singaporiana. La sua pratica è una lettura ravvicinata, rigorosa e accessibile delle proprie condizioni locali, che porta una curiosità stringente alle texture della vita quotidiana. Attraverso un corpus di lavori al tempo stesso riflessivo e concreto, dimostra una lucida capacità di penetrare le forze — intime e sociali — che plasmano le nostre vite. In A Pause, questa consapevolezza acuta si estende ai ritmi sottili e trascurati della vita di ogni giorno, invitando a una maggiore attenzione alla propria presenza e all'ambiente circostante.»

Elaine Ng, CEO del NAC di Singapore, aggiunge: «In qualità di commissario del Padiglione Singapore, il NAC è orgoglioso di presentare le voci artistiche più significative di Singapore al palcoscenico mondiale. Con A Pause di Amanda Heng alla 61ª Esposizione Internazionale d'Arte — La Biennale di Venezia, il pubblico è invitato a riscoprire un'umanità condivisa attraverso i gesti familiari della vita quotidiana.»

L'apertura ufficiale del Padiglione Singapore si terrà il 6 maggio 2026 presso le Sale d'Armi dell'Arsenale. La mostra sarà visitabile al secondo piano dell'edificio dal 9 maggio al 22 novembre 2026.

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