Com’è profondo il mar
Dal 16 Maggio 2026 al 27 Settembre 2026
Caorle | Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Museo nazionale di archeologia del mare
Indirizzo: Via Strada Nuova 80
Orari: lunedì e martedì dalle 9:00 alle 13:00 - venerdì e domenica dalle 10:00 alle 18:00
Curatori: Boris Brollo
Costo del biglietto: mostra compresa nel biglietto d’ingresso al museo
Telefono per informazioni: +39 0421 83149
E-Mail info: drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it
Sito ufficiale: http://museiveneto.cultura.gov.it
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi
Al dramma collettivo di questo mondo
Che a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com'è profondo il mare
(Lucio Dalla, Com’è profondo il mare, 1977)
Gli scienziati a volte scherzano sul fatto che le profondità degli oceani sono meno studiate del lato nascosto della luna. Si tratta di un’affermazione del tutto corretta: ad oggi, secondo varie fonti, anche se gli oceani costituiscono il 71% della superficie terrestre, solo il 5% circa dell’oceano è stato esplorato (fonte: UNESCO Ocean Literacy)
Nelle parole del poeta e dello scienziato il mare evoca spazi inesplorati e misteriosi: il non-conosciuto, il sommerso, l’emergente sono alcuni degli spunti che costituiscono il tema centrale di questa mostra, organizzata dalla Direzione regionale Musei nazionali Veneto e ospitata al Museo nazionale di archeologia del mare di Caorle (VE), con la curatela di Boris Brollo e il patrocinio del Comune di Caorle. Quattro artisti contemporanei – Luca Buvoli, Simonetta Moro, Simon Ostan Simone e Aga Ousseinov – stabiliscono un dialogo tra le loro opere e i reperti presenti nella collezione del museo. Questi vengono utilizzati come punti di partenza per nuove narrazioni che coinvolgono la vita e la storia degli oggetti ritrovati nel mare, e del mare stesso come veicolo di vita e di morte, crescita e decadimento, luogo di memoria psichica e crocevia di eventi storici.
L’allestimento, distribuito nelle varie sale del museo, consiste di una serie di “interventi”, ovvero opere concepite appositamente per alcune aree del museo e in risposta a particolari manufatti e documenti. Ogni artista si avvale di varie tecniche – dalla pittura, al disegno, alla scultura e al video – nel creare un suo proprio immaginario legato al mare e al metodo archeologico, da intendersi come strumento di ricerca e di introspezione, di pensiero critico e di avvertenza.
Il concetto di archeologia applicato agli oceani, per gli artisti contemporanei, assume un significato che va oltre lo studio del passato; non è tanto il recupero di ciò che del passato (sia recente che remoto) si trova nei fondali ad essere l’oggetto della loro attenzione, quanto il rischio di estinzione che corre l’ecosistema marino oggi, destinato a diventare archeologia del futuro. Dunque, l’archeologia, si potrebbe dire con le parole del filosofo Giorgio Agamben, intesa come possibilità di ciò che è già reale, e come monito per il presente che indica il futuro.
Luca Buvoli (nato in Italia, residente a New York) è un artista multimediale le cui mostre personali includono la Phillips Collection di Washington DC (Digital Intersection, 2020), il Philadelphia Museum of Art (2001), il M.I.T. List Center di Cambridge (2000), l'ICA di Philadelphia (2007) e mostre personali in gallerie come la John Weber Gallery di New York (1995, 1997, 1999), la Hyundai Gallery di Seul, Corea del Sud (2012) e la Cristin Tierney Gallery di New York (2022) (a cura di John Hanhardt). Le mostre collettive includono Utopia Matters (Deutsche Guggenheim Museum di Berlino, 2010), la Biennale di Venezia (2007), Greater New York al P.S. 1 MoMA (2000) e la seconda Biennale di Johannesburg, Sudafrica (1997). Commissioni pubbliche permanenti si trovano a New York, Houston e Seattle.
In questa esposizione, Luca Buvoli presenta un video basato su una storia familiare legata al mare e un’installazione-acquario con protagonista una piccola scultura rappresentante una sirena.
Simonetta Moro (nata in Italia, residente tra New York e Portogruaro) è attiva nell’ambito della pittura, del disegno, dell’installazione e della scrittura teorico-critica sulla pratica artistica e sull’arte contemporanea. Il tema della psicogeografia e della mappa è spesso presente nelle sue opere. Il suo lavoro è stato esposto negli Stati Uniti e in Europa, tra cui: BRIC Art House, New York; Center for Architecture, New York; Museum of Contemporary Art, Chicago; the American Academy in Rome; e l’Harris Museum, Preston, UK. Moro si è diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ed ha poi conseguito un Master in European Fine Arts alla Winchester School of Art, e un dottorato in Fine Arts alla University of Central Lancashire, Preston (UK). È Professore di Arte, Filosofia e Arti Visive, e Presidente dell’Institute for Doctoral Studies in the Visual Arts (IDSVA). Simonetta Moro partecipa con una serie di disegni e dipinti su Mylar e carta, dove il materiale traslucido assume la qualità materica dell'acqua, mentre i soggetti saranno basati su artefatti selezionati dalla collezione permanente, sospesi tra una dimensione documentaria e onirica.
Simon Ostan Simone vive a Fossalta di Portogruaro. Fin da piccolo è stato allievo di un grande maestro d’arte, Aldo Mori, ed è così che a 11 anni scopre la pittura. Apprende la storia dell’arte e sperimenta le tecniche di pittura antica, partecipando a mostre collettive. Nel 1997 ottiene il Diploma di Perito Grafico all’Istituto Salesiano “San Marco” di Mestre. Approda al mondo del lavoro e nel 2000 diventa imprenditore, nasce infatti la Società di Servizi Pubblicitari “Nuovi Spazi”. Simon Ostan Simone è creatore di coordinati aziendali e strategie pubblicitarie. L’esigenza di comunicare lo riporta a riprendere il pennello in mano. La pittura diffonde le sue sensazioni al massimo contrasto: il bianco e il nero, gli esponenti della forma di comunicazione più arcaica, la pittura rupestre. Simon Ostan Simone partecipa con un’opera video multimediale.
Aga Ousseinov è nato a Baku, in Azerbaijan. Vive e lavora a New York dal 1991. Ha ottenuto un Master in Belle Arti (MFA) presso il V.I. Surikov Fine Arts Institute di Mosca, 1985. Inizialmente formatosi come scultore, Aga Ousseinov ha studiato fotografia e video all'International Center of Photography dopo essersi trasferito a New York. Questi media aggiuntivi gli hanno dato la libertà di perseguire la sua indagine sull'interazione tra strutture narrative individuali e culturali. Il suo lavoro, in particolare, suggerisce due visioni del mondo consapevoli e conflittuali: una razionale e tecnologica, che contrasta con un'altra poetica, immaginaria ed emotiva. Portando avanti le tradizioni consolidate della scultura, le sue opere sono installazioni scultoree combinate con video, fotografie, disegni e collage. Ousseinov ha esposto ampiamente sia a livello nazionale che internazionale. Ha rappresentato l'Azerbaijan alla 54 Biennale di Venezia 2011. Aga Ousseinov presenta una serie di lavori su carta in forma di aquiloni e collage ispirati a temi nautici.
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