Fosbury Architecture e Claire Fontaine. Tabula Plena

Fosbury Architecture, Render della piattaforma laboratoriale Tabula Plena, 2026. Courtesy gli artisti

 

Dal 4 Giugno 2026 al 18 Ottobre 2026

Luogo: Palazzo della Ragione

Indirizzo: Piazza Vecchia

Curatori: ara Fumagalli, Valentina Gervasoni, Irene Guandalini, Sara Tonelli, Rachele Bellini

Telefono per informazioni: +39 035 270272

Sito ufficiale: http://www.gamec.it


Nel contesto di Pedagogia della Speranza, il programma dedicato all’educazione come pratica di libertà e trasformazione, per l’estate 2026 la GAMeC-Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta Tabula Plena, una mostra di Fosbury Architecture e Claire Fontaine concepita come un laboratorio permanente che trasformerà la Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione in uno spazio di incontro e produzione di conoscenza condivisa grazie anche al contributo di Adelita Husni Bey, URPS (Ufficio Resurrezione Parole Smarrite) e Numero Cromatico.
 
1.     La piattaforma laboratoriale

La piattaforma laboratoriale progettata da Fosbury Architecture – collettivo che amplia i confini dell’architettura attraverso un approccio multidisciplinare – è stata concepita in relazione al pensiero del pedagogista brasiliano Paulo Freire (Recife, 1921-San Paolo, 1997). Nella visione di Freire, l’educazione è un processo di emancipazione attraverso cui i soggetti non ricevono passivamente il sapere – da qui il titolo della piattaforma, in opposizione al concetto di tabula rasa –, ma lo costruiscono criticamente, sviluppando consapevolezza del proprio ruolo nel mondo e della possibilità di trasformarlo.
 
Il progetto nasce dalla convinzione che il museo contemporaneo non sia solo un luogo di conservazione ed esposizione ma uno spazio di apprendimento, dialogo e trasformazione, capace di accogliere pubblici diversi e di attivare processi di conoscenza condivisa. In un contesto storico segnato da rapidi cambiamenti sociali, tecnologici e culturali, il laboratorio si propone come un luogo aperto in cui sperimentare nuove forme di relazione, esperienza, cittadinanza culturale e sapere.
 
In questa prospettiva l’installazione di Fosbury Architecture si presenta come una piattaforma abitabile, accogliente e accessibile, che ospita tre laboratori gratuiti, permanenti, pensati per favorire la partecipazione attiva della comunità, di persone di ogni età, di famiglie e scuole. L’installazione prevede inoltre un’arena destinata all’incontro, all’ascolto e alla lettura di testi che approfondiscono la galassia di temi attorno a Pedagogia della Speranza.
 
La progettazione della piattaforma è il frutto di un processo condiviso che ha coinvolto anche bambini/e, adolescenti e giovani di 13 classi di scuole di diverso ordine e grado della città e della provincia di Bergamo nei mesi antecedenti l’apertura. Attraverso un ciclo di laboratori ideati da Fosbury Architecture e condotti dalle educatrici della GAMeC, gli studenti e le studentesse hanno esplorato significati, interpretazioni e possibilità espressive legate ai temi proposti, traducendoli in glifi. Queste configurazioni visive, integrate nello spazio di Palazzo della Ragione e disposte sulla superficie nera della piattaforma, a ricordare la lavagna – elemento iconico della vita scolastica –, offriranno ai visitatori l’opportunità di sperimentare nuove modalità di esplorazione, di relazione con gli altri, con il patrimonio storico architettonico e con il contesto espositivo.
 
2.     L’intervento di Claire Fontaine
 
In stretto dialogo con Tabula Plena e le attività laboratoriali, si situa l’intervento site-specific del duo artistico Claire Fontaine (Parigi, 2004), che rimarca la riflessione sui temi della conoscenza, dell’educazione e dell’influenza che i dispositivi elettronici e le intelligenze artificiali esercitano sulle relazioni sociali e sulla propria visione del mondo. L’installazione si compone di cinque sculture luminose sospese che riproducono delle emoji.
 
Le sculture del pianeta Terra raffigurano tre emoji offerte dal vocabolario digitale per rappresentare altrettante visioni del mondo interconnesso e globalizzato. Le opere, sospese sulle teste dei partecipanti, ci ricordano che il mondo va sempre guardato da molteplici prospettive: la visione fornita dagli schermi, infatti, non è sufficiente, perché siamo noi a “creare mondi” tessendo relazioni cariche di senso. Lo smartphone, qui privato della sua dimensione interattiva, costituisce un’immagine dell’isolamento sociale, ma anche dell’accesso al mondo costantemente mediato dallo schermo. Il pacco regalo, infine, introduce una riflessione sul desiderio e sulle logiche del consumo. “Domandarsi di quale regalo avremmo tutti bisogno oggi” — scrive Claire Fontaine — “o che cosa desideriamo davvero donare o ricevere, non è un esercizio banale, perché ci costringe a pensarci in relazione con chi dà o riceve, e a chiederci cosa possiamo sottrarre alle transazioni monetarie per trasformarlo in un gesto di amore gratuito e benefico”.
 
Le emoji sono disegni prefabbricati ideati per esprimere sinteticamente e con immediatezza le nostre emozioni nelle comunicazioni digitali. Si tratta di immagini estremamente familiari, parte del lessico quotidiano, che Claire Fontaine sottrae temporaneamente al flusso interattivo degli scambi digitali, trasformandole in oggetti fisici, tridimensionali e immobili: ritratti contemporanei delle nostre relazioni sociali. L’intervento si configura così come un dispositivo di unlearning, che invita a disimparare abitudini consolidate e automatismi acquisiti per aprire nuovi spazi di consapevolezza critica.
 
3.     I laboratori permanenti
 
I tre laboratori permanenti, attivi e accessibili gratuitamente durante tutta la durata di Tabula Plena, sono stati co-progettati con artisti e soggetti esperti in pratiche educative e di ricerca. Pur adottando approcci diversi, essi condividono un obiettivo comune: mettere in discussione certezze, abitudini e modalità consolidate di apprendimento, valorizzare l’ascolto e il processo e restituire a chi partecipa un ruolo attivo nella costruzione del sapere.
 
L’attività progettata con il collettivo Numero Cromatico favorisce lo sviluppo di uno sguardo critico su alcuni degli strumenti con cui interpretiamo il mondo. Attraverso la combinazione di un insieme di tessere messe a disposizione su lavagne magnetiche, i e le partecipanti costruiscono le proprie configurazioni algoritmiche, diventando parte attiva del processo conoscitivo. La molteplicità delle configurazioni possibili mette in luce come gli algoritmi non siano predeterminati, ma costruzioni umane frutto di scelte strategiche. 
 
Busillis, il laboratorio realizzato con l’URPS (Ufficio Resurrezione Parole Smarrite) di Sabrina D’Alessandro lavora sull’interpretazione soggettiva e sull’immaginazione come forme di conoscenza al pari di quelle tradizionali e istituzionali a partire da un archivio di oggetti insoliti e parole rare. Le narrazioni personali elaborate dal pubblico saranno raccolte in un archivio sonoro collettivo aperto e in continua trasformazione, disponibile per l’ascolto presso lo spazio arena.

Parliamo di Educazione, l’attività sviluppata insieme ad Adelita Husni Bey, invita a interrogare un insieme di definizioni di parole che appartengono al mondo della scuola e dell’educazione per riconoscerne e metterne in discussione le contraddizioni. Le domande che guidano la riflessione intorno alle parole scelte favoriscono forme di pensiero critico potenzialmente trasformative.

4.     Prossimo appuntamento del Public Program

La piattaforma sarà il luogo attorno al quale sabato 6 giugno, dalle 10:00 alle 13:00,si terràil laboratorio dialogico Evidenze Comuni, a cura del collettivo svizzero microsillons e sviluppato nel contesto del Public Program di Pedagogia della Speranza. Nato da un lungo processo di ricerca e riattualizzazione del pensiero di Paulo Freire, l’incontro sarà l’occasione per rispondere alla domanda: a quali strumenti dovremmo educarci per reinventare il mondo in comune?

Esplorando nuove forme di educazione e aprendo nuove prospettive a pratiche alternative di cittadinanza, microsillons sperimenterà quelle pedagogie critiche capaci di rendere visibili le oppressioni e le strutture del potere, di sostenere le lotte, le forme di solidarietà e le alleanze delle dissidenze.
 
L’evento è gratuito e si terrà in inglese, con traduzione in italiano.
Posti limitati, con prenotazione obbligatoria a biglietteria@gamec.it.

Pedagogia della Speranza è un progetto di GAMeC, con la direzione artistica di Lorenzo Giusti e la curatela di Sara Fumagalli, Valentina Gervasoni, Irene Guandalini, Sara Tonelli e Rachele Bellini.



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