Le storie di Botticelli. Tra Boston e Bergamo

Sandro Botticelli, Storia di Lucrezia,1505 ca.

 

Dal 12 Ottobre 2018 al 28 Gennaio 2019

Bergamo

Luogo: Accademia Carrara

Curatori: Maria Cristina Rodeschini, Patrizia Zambrano

Enti promotori:

  • Comune di Bergamo
  • Fondazione Accademia Carrara

Costo del biglietto: intero € 12, ridotto € 10, scuole € 5, gratuito sotto i 6 anni e altre categorie secondo normativa vigente

Telefono per prevendita: +39 035 4122097

Telefono per informazioni: +39 035 234396

E-Mail info: info@lacarrara.it

Sito ufficiale: http://lestoriedibotticelli.it


Comunicato Stampa:
Uno dei maestri del Rinascimento,
una ricongiunzione attesa da tempo,
due storie al femminile,
una storia di collezionismo e di storia dell’arte.


L’Accademia Carrara riunisce, grazie alla collaborazione con l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston, due opere diSandro Botticelli, Storia di Virginia e Storia di Lucrezia, certamente divise già nel corso dell’Ottocento poiché acquisite una negli Stati Uniti e l’altra in Italia. Per celebrare questo straordinario ricongiungimento (una seconda tappa è prevista a Boston per l’inizio del 2019) il museo di Bergamo offre al pubblico una mostra preziosa, un’occasione di confronto, emozione, studio, capace di raccontare un artista, un’epoca e una città: Firenze.

uno dei maestri del Rinascimento
Sandro Botticelli (1445-1510) dipinge le storie di Virginia e Lucrezia intorno al 1505, un’unica committenza per due tavole sorelle, immaginate per un unico luogo, in origine inserite in un rivestimento che copriva le pareti di una stanza sinoall’altezza delle spalle.

Solennità ed eleganza di inquadrature architettoniche, memorie classiche, concitazione degli episodi, momenti di sentita drammaticità, questi alcuni particolari che caratterizzano i due capolavori insieme al tema: la tradizione rinascimentale riporta infatti alla decorazione delle camere, in occasione di matrimoni importanti, con scene di probità e castità. Le due storie compaiono spesso in coppia, utilizzate come pendant nei cicli decorativi dell’epoca, dove la Roma antica e la Firenze rinascimentale si fondono generando due palcoscenici per il sacrificio di due donne. Le virtù femminili della pudicizia e della castità sono celebrate dalla morte di Virginia e Lucrezia e le rivolte popolari anti tiranniche sono esaltate dagli uomini pronti alla battaglia.

una ricongiunzione attesa da tempo
Già divise nell’Ottocento (proseguono gli studi sulla loro storia antecedente) e separate da migliaia di chilometri, Virginia e Lucrezia legano due istituzioni dalla seconda metà del XIX secolo: Accademia Carrara di Bergamo e Isabella Stewart Gardner Museum di Boston.

La loro ricongiunzione dà vita a un confronto straordinario, consentendo di approfondire origine, natura e storia della mirabile coppia di dipinti, prima a Bergamo (da metà ottobre 2018) e poi a Boston (da metà febbraio 2019). Grazie alla collaborazione tra i due musei, la reciprocità della proposta tramuta un dialogo a distanza in due imperdibili appuntamenti culturali.

Sandro Botticelli, celebrato universalmente per aver saputo interpretare il suo tempo che abbraccia il massimo fulgore della corte medicea sino alla sua crisi e al suo tramonto, lavora alle due tavole in età matura.

due storie al femminile
Virginia e Lucrezia ci raccontano due storie di virtù e sacrificio al femminile, Virginia assassinata dal padre per preservarnel’onore, Lucrezia che sceglie la morte pur di salvarsi dall’ignominia. Due storie dipinte in episodi che raccontano non solo del sacrificio e del suo svolgersi, ma anche del riscatto: per Virginia la reazione dei plebei, guidati dal padre, contro l’ingiustiziadel potere; per Lucrezia la rivolta contro il mal governo di Roma. Le due narrazioni oltre a rappresentare esempi di virtù, nel loro alludere alla rivolta contro il sopruso, rivestono un significato politico che rimanda alle aspre lotte di potere a Firenze allo scadere del Quattrocento.

una storia di collezionismo e di storia dell’arte
Una storia di storia dell’arte: Virginia arriva nella collezione dell’Accademia Carrara grazie al lascito di Giovanni Morelli nel 1891, l’acquisto risale al 1871 (storico dell’arte, ideatore del metodo morelliano, grazie al quale è possibile riconoscerel’autore di un’opera tramite l’osservazione di caratteristiche ricorrenti); Lucrezia viene acquistata nel 1894 da Isabella Stewart Gardner, dal conte Ashburnham, grazie alla mediazione di Bernard Berenson (storico dell’arte da sempre considerato uno dei massimi conoscitori del Rinascimento italiano).

in mostra
L’eccezionale ricongiungimento ha orientato l’Accademia Carrara alla valorizzazione anche degli altri due dipinti di Botticelli sempre a Bergamo: Ritratto di Giuliano de’ Medici (1478-1480 circa) e Vir dolorum (1495-1500 circa), entrambi entrati in collezione grazie alla donazione di Giovanni Morelli.

Il Ritratto di Giuliano sarà affiancato dal busto in marmo che lo raffigura in prestito dal Museo del Bargello di Firenze e dal testo di Paolo Giovio, Elogia virorum bellica virtute illustrium, Basilea 1575, corredato dall’incisione con il giovane erede della famiglia Medici trafitto da un pugnale, per ricordare i fatti di sangue della Congiura dei Pazzi che videro la sua morte.
Il Vir dolorum della Carrara, già in coppia con una Mater Dolorosa - oggi non rintracciabile, ma nota attraverso un’immaginedel 1913 - sarà accostato al Crocifisso (1496-1498 circa) del Museo dell’Opera del Duomo di Prato.

Con questo nuovo appuntamento si consolida, dopo Raffaello e l’eco del mito, la collaborazione con Tobia Scarpa e Mauro Piantelli (De8 Architetti). Il progetto d’allestimento dedicato a Botticelli si intitola Il giardino ritrovato e pone al centrodell’ideazione il rapporto tra luce e natura, tema centrale della filosofia neoplatonica rinascimentale. (vedi p. 11)

Il progetto espositivo è corredato dalle proposte ideate dai Servizi Educativi dell’Accademia Carrara per pubblici differenti: bambini, famiglie, istituti scolastici. La narrazione, il collezionismo, le tecniche artistiche sono i temi delle attività laboratoriali riservate alle scuole di ogni ordine e grado, in cui gli studenti possono vivere esperienze interdisciplinari. Ogni fine settimana, inoltre, per tutta la durata della mostra, appuntamenti dedicati alle famiglie e agli adulti. Proposte ad hoc anche per i giovani adolescenti, grazie ai progetti di Alternanza Scuola-Lavoro e alla collaborazione con Bergamo Film Meeting.

Ad opera dei Servizi Educativi è anche la messa a punto dell’audioguida dedicata a bambine e bambini dai 7 ai 12 anni: i piccoli visitatori sono accompagnati in mostra da una guida d’eccezione, Giovanni Morelli, che li sfida a osservare le opere come veri storici dell’arte, conducendoli alla scoperta di Botticelli, del Rinascimento e dei suoi protagonisti.

Catalogo Officina Libraria con testi di: Francesco Caglioti, Ilaria Ciseri, Ana Debenedetti, Andrea Di Lorenzo, Elsa Filosa, Peggy Fogelman, Rossella Lari, Angelo Loda, Gianfranco Pocobene, M. Cristina Rodeschini, Paolo Sachet,Nathaniel Silver, Patrizia Zambrano.  
Dopo il successo ottenuto dalla mostra dedicata a Raffaello e a pochi mesi dall’attribuzione del dipinto ad Andrea Mantegna, Accademia Carrara chiude il 2018 e accoglie il 2019 con un nuovo progetto. Attraverso una collaborazione internazionale, Bergamo e Boston, nel nome di Botticelli, realizzano una ricongiunzione che si attendeva da molto tempo. La rete internazionale che riconosce Accademia Carrara come uno dei musei più preziosi d’Italia si intensifica maggiormente in un contesto in cui studio, ricerca, conservazione e valorizzazione del patrimonio costituiscono basi imprescindibili per la costruzione di un percorso sempre più ambizioso.
Giorgio Gori presidente Fondazione Accademia Carrara e sindaco di Bergamo

Ricostruire la storia delle opere conservate, ricongiungendole negli unicum originari, è un metodo di lavoro che aiuta tutti noi a riscoprire le bellezze della Carrara, capirne la genesi, calarle nel contesto storico di riferimento. Mostrare Lucrezia e Virginia insieme per la prima volta permette non solo di godere dell’opera nella sua completezza e di studiarla con rinnovato interesse, ma è anche una fondamentale occasione per approfondire il percorso artistico di uno dei maestri indiscussi tra Quattrocento e Cinquecento, grazie a un confronto serrato con altri dipinti della collezione e con importanti prestiti. Un nuovo progetto espositivo che, ancora una volta, conferma quanto la Carrara sappia tessere importanti relazioni a livello internazionale.
Nadia Ghisalberti assessore alla cultura Comune di Bergamo

La solida collaborazione dell’Accademia Carrara con l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston viene sottolineata con vigore da questa mostra. Il profondo e fattivo dialogo culturale tra i due musei, che prendeva avvio nel 2015, trovanell’esposizione Le storie di Botticelli. Tra Boston e Bergamo, un importante punto di approdo. I due dipinti con la Storia di Virginia della Carrara e la Storia di Lucrezia del Gardner, dipinte dal maestro fiorentino nella piena maturità, ne confermano la grandezza e mettono in risalto l’attualità del ruolo femminile nella società. Le due storie vengono interpretate da Botticelli non solo come esempi di alta moralità civile, ma come detonatori di radicali cambiamenti politici. Affascina il messaggio al quale dà voce il mondo rinascimentale: la sfera privata volge in interesse collettivo. Ieri come oggi?
M. Cristina Rodeschini direttore Accademia Carrara e co-curatore della mostra

Nelle tre sezioni della mostra ogni singola opera di Botticelli presente nella collezione dell’Accademia Carrara è messa in relazione a dipinti, sculture, testi con i quali si instaura un dialogo che si snoda, con andamento cronologico, dalle opere più antiche sino a quelle dipinte nei primissimi anni del Cinquecento, poco prima della morte dell’artista (1510). Questa trattazione nasce dall’idea del confronto e dell’interlocuzione tra opere della Carrara e opere ‘ospiti’ della mostra e intende valorizzare la collezione dimostrando che ciò che è custodito nel museo non è materia morta ma invece materiale vivente e che continuamente pone domande alle quali gli studiosi, ma anche il pubblico sono chiamati a rispondere. Il visitatore si troverà perciò di fronte a tre diversi aspetti dell’attività di Sandro Botticelli: il pittore di ritratti, il pittore del tema sacro, il pittore di storie, in particolare episodi della storia romana.
Patrizia Zambrano co-curatore della mostra, professore presso Università del Piemonte Orientale  
Orari tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30 (chiusura biglietteria 16.45). Chiuso il martedì
Aperture serali straordinarie
26 ottobre | 30 novembre | 28 dicembre | 11 gennaio 2019 9.30 - 22.00 | ultimo ingresso ore 21.00  

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