Gian Lorenzo Bernini

Napoli 07/12/1598 - Roma 28/11/1680

© Arte.it | Gian Lorenzo Bernini, Autoritratto, 1623 circa, Olio su tela, 38 x 30 cm, Galleria Borghese, Roma | Courtesy of Wikimedia Commons

Figlio di Pietro, fiorentino di origine ma negli anni della nascita di Gian Lorenzo attivo a Napoli per la Certosa di San Martino, Gian Lorenzo Bernini fu a Roma con la famiglia nel 1605. Affiancando inizialmente il padre, si inserì presto nell’orbita del cardinale Scipione Borghese e di suo zio, il potente pontefice Paolo V. Testimonianza dei suoi inizi è la Capra Amaltea (1615, Galleria Borghese), in cui il giovane scultore dimostrò di saper ben imitare le sculture classiche arrivando a farla  credere un'opera ellenistica. Tra il 1621 e il 1625 fu impegnato nei quattro gruppi scultorei realizzati per il Casino Borghese: l’Enea e Anchise, il Ratto di Proserpina, il David e l’Apollo e Dafne. Si occupò anche di restauri di opere classiche, come il celebre Ares Ludovisi (1627, Palazzo Altemps), e si distinse nei ritratti, come i due che eseguì per il suo protettore Scipione Borghese (1632, Galleria Borghese). Durante i pontificati successivi, da Urbano VIII Barberini (1623-44) a Clemente X Altieri (1670-76), cambierà il volto di Roma con capolavori assoluti quali il Baldacchino, il Colonnato, la Scala Regia nella Basilica di San Pietro; l’Abacuc e l’angelo in Santa Maria del Popolo; le fontane tra cui la Fontana del Tritone e la Fontana dei Quattro Fiumi; le celebri Estasi di Santa Teresa d’Avila (Santa Maria della Vittoria) e di Ludovica Albertoni; gli Angeli per Ponte Sant’Angelo. Nel 1665 andò in Francia dove eseguì progetti per il Louvre, realizzò il Busto di Luigi XIV e iniziò il Monumento equestre di Luigi XIV. La sua ultima opera è il Busto di Cristo per San Sebastiano fuori le mura (1680).

Biografia di Gianni Pittiglio



Le opere