Dal 9 marzo al 14 luglio in occasione dei 500 anni dalla morte dell'artista

Verrocchio e Leonardo: a Palazzo Strozzi una retrospettiva con capolavori inediti

Andrea del Verrocchio, Tobia e l'Angelo, 1470-1475 circa, Tempera su legno di pioppo, 66 x 83.6 cm, National Gallery, London
 

Samantha De Martin

24/12/2018

Firenze - Il genio e il suo maestro. Nell’anno in cui ricorre il cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo, l’eterno artista di Vinci torna a dialogare con la bottega del suo illustre maestro, Andrea del Verrocchio, fucina di intensa sperimentazione e condivisione.
Ad accogliere il percorso Verrocchio, il maestro di Leonardo, - evento di punta delle celebrazioni leonardiane del 2019 - saranno Palazzo Strozzi e una sezione del Museo Nazionale del Bargello.

Dal 9 marzo al 14 luglio oltre 120 opere tra dipinti, sculture, disegni, descriveranno un confronto tra uno dei maggiori artisti del Quattrocento e alcuni capolavori di illustri suoi precursori, fiancheggiatori e discepoli, da Desiderio da Settignano a Domenico Ghirlandaio, da Pietro Perugino a Sandro Botticelli, da Bartolomeo della Gatta allo stesso Leonardo.

Oltre a essere la prima retrospettiva mai dedicata a Verrocchio, la mostra, a cura di Francesco Caglioti e Andrea De Marchi, presenterà al pubblico sei opere del maestro di Vinci, alcune delle quali esposte in Italia per la prima volta.

Il percorso - che offre uno sguardo sulla produzione artistica a Firenze tra il 1460 e il 1490 circa - si snoderà tra il supremo David in prestito dal Museo Nazionale del Bargello - uno dei simboli assoluti dell’arte del Rinascimento e della stessa città di Firenze, e il Putto col delfino - in arrivo dal Museo di Palazzo Vecchio.

Alla scultura si affiancano diversi capolavori presentati insieme per la prima volta, che attestano lo straordinario talento del Verrocchio nel campo della pittura: la Madonna col Bambino della Gemäldegalerie di Berlino o la Madonna col Bambino e angeli e l’Arcangelo Raffaele e Tobiolo della National Gallery di Londra.

Da Firenze l’esposizione volerà alla National Gallery of Art di Washington DC dove si potrà visitare dal 29 settembre 2019 al 2 febbraio 2020.

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