Dal 13 dicembre al 24 gennaio, il sabato alle 22.30, all’interno di Radio3 Suite

Le stanze dei sogni: tredici case-museo si raccontano su Radio3

Sala delle armi, Museo Bagatti Valsecchi, Milano | Foto: © R. Longoni | Courtesy of Museo Bagatti Valsecchi
 

Samantha De Martin

12/12/2025

Tredici luoghi sospesi tra realtà e immaginazione si raccontano attraverso frammenti di esistenza e piccole memorie.
Accade per sette notti, dal 13 dicembre al 24 gennaio nel corso della serie Le stanze dei sogni, sette puntate in onda su Radio3 ogni sabato alle 22.30, all’interno di Radio3 Suite e disponibili per il riascolto sulla piattaforma RaiPlay Sound.
Il ciclo, ideato da Flaminia Gennari Santori, storica dell’arte, autrice e curatrice indipendente, già direttrice delle Gallerie Nazionali di Arte Antica (Palazzo Barberini e Galleria Corsini) dal 2015 al 2023, nasce da una domanda: perché spazi talvolta fuori dal tempo come le case museo esercitano un fascino così profondo?
La risposta è contenuta in ciascuna puntata che mette in dialogo due dimore che hanno qualcosa in comune. In questo viaggio le case museo si mostrano attraverso la loro essenza di microcosmi capaci di riflettere le grandi questioni storiche, culturali e politiche del tempo. Anche la letteratura diventa una bussola per orientarsi tra cultura e aspirazioni dei padroni di casa. Un viaggio nell’immaginario, nella storia e nell’intimità di chi ha scelto di trasformare la propria casa in un’opera d’arte totale. L’ascoltatore è invitato a esplorare contesti molto diversi, dal Cinquecento ai giorni nostri. Dodici case si trovano in Italia, mentre una si affaccia sul Bosforo, a Istanbul. Sono tutte visitabili, ad eccezione di una, che non esiste più.
Si comincia da Istanbul, con il Museo dell’Innocenza creato dallo scrittore Orhan Pamuk, per poi proseguire verso Roma, a casa dell’artista futurista Giacomo Balla. Segue l’incontro con due amici vissuti nel Cinquecento, il vescovo, storico, medico e biografo Paolo Giovio e il pittore e architetto Giorgio Vasari, creatori di dimore concepite come autoritratti.
Se la casa di Giovio non esiste più, quella di Vasari si può ancora visitare ad Arezzo. Nelle due puntate successive si fa largo l’Ottocento, il secolo d’oro della casa-museo. La dimora inventata dal collezionista Gian Giacomo Poldi Pezzoli a Milano dialoga con quello che per secoli è stato il palazzo dei Querini Stampalia e dell'ultimo discendente, il Conte Giovanni, imprenditore e filantropo a Venezia.


CASA BALLA, Via Oslavia, Studiolo rosso, Dettaglio I Foto: M3Studio I © GIACOMO BALLA, by SIAE 2021

Dalle due dimore, entrambe riflesso della cultura risorgimentale, l’itinerario prosegue con due invenzioni ispirate all’arte e alla cultura rinascimentale, quella dei collezionisti milanesi Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi e quella fiorentina dello storico dell’arte e collezionista Herbert Horne.
Il Novecento si racconta attraverso due visite a case molto diverse, quella di Antonio Boschi e Marieda di Stefano a Milano e quella di Francesco Federico Cerruti a Rivoli, vicino Torino, le cui collezioni riflettono le aspirazioni della borghesia imprenditoriale del secondo dopoguerra.
Nella puntata successiva si resta a Torino ospiti delle case di due amici artisti, l’architetto Carlo Mollino e l’artista Carol Rama, figure emblematiche della scena culturale italiana del Novecento.
Il lato più oscuro e contraddittorio del collezionismo va infine in scena nell’ultima puntata della serie, che si conclude a Reggio Emilia. Si tratta della casa museo di Luigi Parmeggiani, anarchico attentatore che si trasforma in antiquario, o meglio, in commerciante di falsi acquistati dai più importanti musei di Londra e Parigi.