Dal 18 marzo al Museo Canova di Possagno
Bello come il Sole: l'Apollino di Canova si svela al pubblico
Antonio Canova, Apollino, 1797 circa. Marmo. Bologna, Collezioni Comunali d'Arte
Francesca Grego
16/02/2023
Treviso - Le mani sapienti dei restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure non deludono: dopo la “cura”, l’Apollino splende più che mai, pronto per il ruolo di guest star nella prossima mostra al Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno. Dal 18 marzo al 3 settembre, Canova e il potere. La collezione Giovanni Battista Sommariva renderà omaggio al grande scultore ricostruendo i rapporti che l’artista intrattenne con i massimi esponenti del panorama politico e culturale del suo tempo. Da Napoleone a Caterina la Grande, Canova ebbe infatti come committenti le personalità più influenti del mondo tra Settecento e Ottocento: sovrani, pontefici e nobili delle diverse corti europee, fino ai vertici degli Stati Uniti d’America.

Antonio Canova, Discobolo (Palamede), 1796, inv. 154. Gesso, 78 x 20 x 25 cm. Possagno, Museo Gypsotheca Antonio Canova
L’esposizione di Possagno indagherà sulle relazioni del maestro partendo dall’eccezionale raccolta d’arte del politico, diplomatico, avvocato e celebre collezionista Giovanni Battista Sommariva, che tra il palazzo di Parigi e la leggendaria villa di Tremezzo si circondò di capolavori dei più grandi maestri dell’epoca, da Francesco Hayez a Bertel Thorvaldsen. Di Canova Sommariva possedette cinque importanti sculture in marmo: la Maddalena, Palamede, Tersicore e, appunto, l’Apollino, mirabile riflessione sulla bellezza maschile. Oggi nelle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna, a Possagno il giovane dio si mostrerà per la prima volta al pubblico dopo il restauro sostenuto dal Museo Canova. Intorno a lui, dipinti e sculture in prestito da musei e collezioni private.

Antonio Canova, Tersicore, 1808. Gesso, 170 x 80 x 55 cm. Possagno, Museo Gypsotheca Antonio Canova
Tre sezioni scandiranno il racconto della mostra. Nella prima vedremo Canova muoversi negli ambienti della Repubblica Cisalpina, alle prese con i vertici del potere politico, economico e culturale: Napoleone e i membri della famiglia Bonaparte, l’amico Giuseppe Bossi e infine il facoltoso Sommariva. Proprio al mecenate, personaggio di spicco della scena politico tra Settecento e Ottocento e uomo di fiducia di Napoleone, è dedicata la seconda tappa del percorso, omaggio all’amicizia di una vita, basata sull’amore per l’arte e la passione per il collezionismo. Il terzo capitolo condurrà infine alla scoperta del lavoro nell’atelier di Canova a Roma, fucina di tesori che oggi brillano nei più grandi musei del mondo.

Pompeo Calvi (1806-1884), Interno dello studio di Canova. Olio su tela. Londra, Trinity Fine Art Ldt

Antonio Canova, Discobolo (Palamede), 1796, inv. 154. Gesso, 78 x 20 x 25 cm. Possagno, Museo Gypsotheca Antonio Canova
L’esposizione di Possagno indagherà sulle relazioni del maestro partendo dall’eccezionale raccolta d’arte del politico, diplomatico, avvocato e celebre collezionista Giovanni Battista Sommariva, che tra il palazzo di Parigi e la leggendaria villa di Tremezzo si circondò di capolavori dei più grandi maestri dell’epoca, da Francesco Hayez a Bertel Thorvaldsen. Di Canova Sommariva possedette cinque importanti sculture in marmo: la Maddalena, Palamede, Tersicore e, appunto, l’Apollino, mirabile riflessione sulla bellezza maschile. Oggi nelle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna, a Possagno il giovane dio si mostrerà per la prima volta al pubblico dopo il restauro sostenuto dal Museo Canova. Intorno a lui, dipinti e sculture in prestito da musei e collezioni private.

Antonio Canova, Tersicore, 1808. Gesso, 170 x 80 x 55 cm. Possagno, Museo Gypsotheca Antonio Canova
Tre sezioni scandiranno il racconto della mostra. Nella prima vedremo Canova muoversi negli ambienti della Repubblica Cisalpina, alle prese con i vertici del potere politico, economico e culturale: Napoleone e i membri della famiglia Bonaparte, l’amico Giuseppe Bossi e infine il facoltoso Sommariva. Proprio al mecenate, personaggio di spicco della scena politico tra Settecento e Ottocento e uomo di fiducia di Napoleone, è dedicata la seconda tappa del percorso, omaggio all’amicizia di una vita, basata sull’amore per l’arte e la passione per il collezionismo. Il terzo capitolo condurrà infine alla scoperta del lavoro nell’atelier di Canova a Roma, fucina di tesori che oggi brillano nei più grandi musei del mondo.

Pompeo Calvi (1806-1884), Interno dello studio di Canova. Olio su tela. Londra, Trinity Fine Art Ldt
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