Giuliana Natali. IEROFANIE
Giuliana Natali, Ierofanie, 2024, Acrilico su carta | Courtesy Giuliana Natali
Dal 17 April 2025 al 6 May 2025
Venezia
Luogo: Spazio Thetis - Edificio Modelli
Indirizzo: Arsenale Novissimo - Bacini
Orari: Inaugurazione e cerimonia di donazione dell’opera ASTRALE 17 Apr ore 17 | Visite su prenotazione
Curatori: Roberto Dal Maso, Testo critico di Renata Casarin
Enti promotori:
- Thetis S.p.A.
- Associazione culturale Paolo Rizzi ETS di Venezia
Telefono per informazioni: +39 348 96 91 764
Sito ufficiale: http://www.giuliananatali.com
Spazio Thetis di Venezia, dal 17 aprile fino al 6 maggio 2025, ospita IEROFANIE, la nuova mostra personale di Giuliana Natali, un viaggio pittorico che esplora il sacro nella natura. Ispirata alle riflessioni di Mircea Eliade, storico delle religioni e filosofo, l’artista indaga le manifestazioni del mistero che trasformano la percezione del mondo, rivelando significati nascosti nel paesaggio.
“I miei dipinti, che ho definito Ierofanie, vogliono esprimere questa sensazione del sacro presente nelle piccole cose, che all’occhio distratto appaiono insignificanti” afferma Natali. “Nel bosco ho sentito la presenza del divino, del magico, del soprannaturale. Qui la vita e la morte convivono silenziosamente con estrema naturalezza, ed io mi sento parte di questo mondo.”
Attraverso una serie di dipinti evocativi, l’artista cattura la forza primordiale del bosco: “nei suoi infiniti particolari, nella maestosità dei suoi alberi secolari”, che sembrano rivelare segreti custoditi dalla natura. Il tempo, scandito dal ritmo ciclico delle stagioni, diventa elemento centrale della sua ricerca artistica.
Il concetto di ierofania, elaborato da Mircea Eliade (1907 - 1986), diventa il fulcro della mostra. Per Eliade, il sacro si manifesta nel mondo materiale attraverso segni e simboli, trasformando la realtà ordinaria in esperienza spirituale. È il senso di stupore e rivelazione che si prova di fronte alla natura quando, come scrive Natali, “qualcosa che conosciamo ci colpisce all’improvviso per il suo essere misterioso, per quel qualcosa che va oltre l’aspetto fisico. Sembra volerci rivelare un segreto, una verità a noi sconosciuta.” Un’esposizione che invita a riscoprire il legame profondo tra uomo e natura, in un dialogo silenzioso con l’invisibile.
"Tu che sei terra… ritorna alla Madre Terra."
In occasione dell’inaugurazione della mostra, Giuliana Natali donerà alla collezione permanente di Thetis S.p.A. l’opera ASTRALE, realizzata nel 2016. Si tratta di un’opera multipla composta da una serie di cerchi di carta bianca intagliata, sospesi tra due lastre di plexiglass. I cerchi - otto in totale, di cui quattro esposti nello Spazio Thetis - evocano costellazioni impalpabili, intrecciate tra la luce diafana della carta e la luminosità filtrante delle parti traforate. L’opera affonda le sue radici nella simbologia delle stelle presenti nel fregio centrale della facciata di Santa Maria Novella a Firenze, progettata da Leon Battista Alberti. L’architetto, ispirato da un codice astrologico miniato, tradusse queste immagini in eleganti tarsie geometriche in marmo e pietra serena.
“Astrale sublima negli archetipi il sodalizio che accomuna ogni essere esistente, animato o inanimato, all’universale”, spiega Natali. “Ci aiuta a porci là dove ogni cosa ha avuto inizio, nel punto più remoto del cosmo da dove tutto è cominciato e dove desideriamo ritornare.” L’opera richiama anche la Ruota di Shiva, simbolo della ciclicità cosmica e della continua trasformazione dell’universo, esprimendo un dialogo profondo tra la tradizione occidentale e quella orientale.
L’evento è in collaborazione con l’Associazione culturale Paolo Rizzi ETS di Venezia
“I miei dipinti, che ho definito Ierofanie, vogliono esprimere questa sensazione del sacro presente nelle piccole cose, che all’occhio distratto appaiono insignificanti” afferma Natali. “Nel bosco ho sentito la presenza del divino, del magico, del soprannaturale. Qui la vita e la morte convivono silenziosamente con estrema naturalezza, ed io mi sento parte di questo mondo.”
Attraverso una serie di dipinti evocativi, l’artista cattura la forza primordiale del bosco: “nei suoi infiniti particolari, nella maestosità dei suoi alberi secolari”, che sembrano rivelare segreti custoditi dalla natura. Il tempo, scandito dal ritmo ciclico delle stagioni, diventa elemento centrale della sua ricerca artistica.
Il concetto di ierofania, elaborato da Mircea Eliade (1907 - 1986), diventa il fulcro della mostra. Per Eliade, il sacro si manifesta nel mondo materiale attraverso segni e simboli, trasformando la realtà ordinaria in esperienza spirituale. È il senso di stupore e rivelazione che si prova di fronte alla natura quando, come scrive Natali, “qualcosa che conosciamo ci colpisce all’improvviso per il suo essere misterioso, per quel qualcosa che va oltre l’aspetto fisico. Sembra volerci rivelare un segreto, una verità a noi sconosciuta.” Un’esposizione che invita a riscoprire il legame profondo tra uomo e natura, in un dialogo silenzioso con l’invisibile.
"Tu che sei terra… ritorna alla Madre Terra."
In occasione dell’inaugurazione della mostra, Giuliana Natali donerà alla collezione permanente di Thetis S.p.A. l’opera ASTRALE, realizzata nel 2016. Si tratta di un’opera multipla composta da una serie di cerchi di carta bianca intagliata, sospesi tra due lastre di plexiglass. I cerchi - otto in totale, di cui quattro esposti nello Spazio Thetis - evocano costellazioni impalpabili, intrecciate tra la luce diafana della carta e la luminosità filtrante delle parti traforate. L’opera affonda le sue radici nella simbologia delle stelle presenti nel fregio centrale della facciata di Santa Maria Novella a Firenze, progettata da Leon Battista Alberti. L’architetto, ispirato da un codice astrologico miniato, tradusse queste immagini in eleganti tarsie geometriche in marmo e pietra serena.
“Astrale sublima negli archetipi il sodalizio che accomuna ogni essere esistente, animato o inanimato, all’universale”, spiega Natali. “Ci aiuta a porci là dove ogni cosa ha avuto inizio, nel punto più remoto del cosmo da dove tutto è cominciato e dove desideriamo ritornare.” L’opera richiama anche la Ruota di Shiva, simbolo della ciclicità cosmica e della continua trasformazione dell’universo, esprimendo un dialogo profondo tra la tradizione occidentale e quella orientale.
L’evento è in collaborazione con l’Associazione culturale Paolo Rizzi ETS di Venezia
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