Fino al 27 settembre 2026 al Mart di Rovereto

Pittore, incisore, scrittore, aviatore della forma: Anselmo Bucci fu uno degli artisti più liberi e anticipatori del suo tempo. Cosmopolita per vocazione, si muoveva tra Parigi e Milano come tra due respirazioni di uno stesso pensiero visivo. Co-fondatore del gruppo Novecento Italiano seppe però sempre tenere le distanze dall'ortodossia, rimanendo figura eccentrica e inclassificabile

C'è un'immagine che dice tutto di Anselmo Bucci: un giovane pittore che arriva a Parigi nel 1906 con due amici, tre valigie, un indirizzo e dodici franchi in tasca. Da lì a qualche anno, Guillaume Apollinaire avrebbe scritto di lui sul Salon des Artistes Français, e il New York Times avrebbe notato il suo lavoro prima ancora che l'Italia se ne accorgesse. Quel ragazzo nato a Fossombrone nelle Marche nel 1887 aveva capito prima degli altri dove soffiava il vento della modernità - e aveva deciso di andarsi a mettere proprio lì, in mezzo.

La grande retrospettiva Anselmo Bucci (1887 – 1955). Il tempo del Novecento tra Italia e Europa che il Mart di Rovereto gli dedica dal 28 marzo al 27 settembre 2026, curata da Beatrice Avanzi e Luca Baroni, è la più ampia mai realizzata attorno alla sua figura: oltre 150 opere tra dipinti, incisioni, disegni e fotografie, provenienti da collezioni pubbliche e private di tutta Italia, compongono un ritratto finalmente all'altezza di un artista a lungo tenuto ai margini del canone novecentesco.

Un europeo a Montmartre
Gli anni parigini sono il cuore pulsante della formazione di Bucci. A Montparnasse frequenta La Ruche - il celebre alveare di studi d'artista - e stringe amicizie con Modigliani, Severini, Picasso, Utrillo. Incide le lastre della serie Paris qui bouge, cinquanta puntesecche che trasformano il fremito impressionista in bianco e nero vibrante; dipinge Juliette Maré, la sua compagna e musa, con una luminosità che non ha nulla da invidiare ai maestri del colore. Viaggia in Sardegna, Bretagna, Algeria: porta ovunque gli occhi di chi non smette di guardare. La Prima guerra mondiale lo riporta in Italia - si arruola nel leggendario "plotone degli artisti" insieme a Marinetti, Boccioni, Sironi, Sant'Elia -  e lo trasforma in testimone visivo del conflitto. Disegni a carboncino dal fronte, dipinti e incisioni realizzati durante le licenze milanesi: Bucci costruisce un archivio della guerra che è anche un documento della propria coscienza.

Il legame con la Sarfatti e il Novecento Italiano
Al rientro definitivo in Italia, Bucci entra nell'orbita di Margherita Sarfatti, la critica e giornalista che stava edificando attorno al concetto di "moderna classicità" un nuovo progetto per l'arte italiana: il Novecento Italiano. Bucci non è un gregario: è tra i fondatori del gruppo, e a quel gruppo dà persino il nome. La Sarfatti cercava un argine al "profondo rivolgimento delle avanguardie", un recupero della solidità formale e della tradizione figurativa italiana - e Bucci, con il suo amore antico per Rembrandt e Van Gogh, per gli affreschi e i maestri del Rinascimento, sembrava incarnare quella tensione tra memoria e contemporaneità.

Ma la sua adesione fu sempre personale, mai ideologica. Dove Sarfatti chiedeva volumi sintetici e costruzioni severe, lui lasciava filtrare le atmosfere vibranti del postimpressionismo, dipingeva en plein air, inseguiva prospettive ellittiche e ardite. I Pittori, presentato alla Biennale di Venezia del 1924, è il manifesto di questa sua interpretazione libera del Novecento: Bucci si raffigura nell'atto di affrescare le mura di una chiesa, sullo sfondo luminoso della sua Fossombrone. Un'opera che parla di mestiere, di radici, e di uno sguardo che non accetta catene.

L'allontanamento dal gruppo, motivato da ragioni artistiche più che politiche, lo privò di molte commissioni pubbliche legate al regime, ma non scalfì la sua indipendenza. Anzi, lo liberò. Negli anni Trenta pubblicò Il pittore volante, raccolta di aforismi che vinse la prima edizione del Premio Viareggio e lo consacrò anche come voce letteraria; illustrò il Libro della giungla di Kipling con una suite di puntesecche che entrò nella collezione privata dello scrittore britannico; dipinse fiori, animali, paesaggi con la leggerezza di chi sa che la grande pittura non ha bisogno di manifesti.

Un artista da riscoprire
La mostra del Mart si inserisce nell'indagine storico-artistica che il museo porta avanti fin dalla sua fondazione, con particolare attenzione agli artisti gravitati attorno a Margherita Sarfatti e alla stagione del primo Novecento italiano. Bucci vi occupa un posto centrale non perché sia stato il più celebre, ma perché è stato forse il più libero: capace di attraversare linguaggi, tecniche e generi senza perdere mai una propria coerenza interna, fondata su cultura figurativa profonda e sensibilità letteraria rara.

L'opera che chiude la mostra - I Maschi, grande tela mitologica restaurata per l'occasione e mai esposta prima in un museo - è l'emblema di questo percorso: una battaglia tra i sessi dipinta con ironia e forza, lavoro decennale che Bucci tenne sempre con sé, salvandola persino dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Un quadro segreto, rivelato infine al pubblico. Come il pittore stesso.

 Vedi anche:

Alfredo Bucci, la Biografia
Anselmo Bucci (1887 – 1955). Il tempo del Novecento tra Italia e Europa
 

FOTO


Anselmo Bucci, il pittore volante

Anselmo Bucci, Gli amanti sorpresi, 1920-1921, Casa Museo Quadreria Cesarini, Fossombrone | Courtesy Mart, Rovereto
Anselmo Bucci, Gli amanti sorpresi, 1920-1921, Casa Museo Quadreria Cesarini, Fossombrone | Courtesy Mart, Rovereto
   
 
  • Anselmo Bucci, Juliette, 1910, Collezione privata | Courtesy © Mart, Rovereto
  • Anselmo Bucci, L’Autunno, 1910, Casa Museo Quadreria Cesarini, Fossombrone | Courtesy Mart, Rovereto
  • Anselmo Bucci, Autoritratto su tela antica del Padovanino, Paris, 1909-1910, Collezione privata, courtesy M.M.M. Arte Contemporanea, Monza | Courtesy © Mart, Rovereto
  • Anselmo Bucci, Rosa Rodrigo (La Bella), 1923-1925, Collezione privata, courtesy M.M.M. Arte Contemporanea, Monza | Courtesy Mart, Rovereto
  • Anselmo Bucci, Cafè Cyrano, 1914, Pinacoteca civica “F. Podesti”, Ancona | Courtesy © Mart, Rovereto
  • Anselmo Bucci, Odeon, 1919-1920, Collezione privata | Courtesy © Mart, Rovereto
  • Anselmo Bucci, Inverno in riviera, 1912, Collezione privata, courtesy M.M.M. Arte Contemporanea, Monza | Courtesy © Mart, Rovereto
  • Anselmo Bucci, Turcy d’Algeria, 1912, Collezione privata | Courtesy Mart, Rovereto
  • Anselmo Bucci, I Maschi, 1911-1924, Sala del Consiglio, Fossombrone | Courtesy Mart, Rovereto
  • Anselmo Bucci, Gli amanti sorpresi, 1920-1921, Casa Museo Quadreria Cesarini, Fossombrone | Courtesy Mart, Rovereto
  • Anselmo Bucci, La Bigia giovane, 1922, Collezione AM, Montrasio Arte Monza Milano Piacenza | Courtesy © Mart, Rovereto
   

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