Alla Galleria d'Arte Moderna di Roma dal 23 giugno al 14 novembre

L'uomo contemporaneo sotto la lente degli artisti, da Balla a Warhol

Giacomo Balla, Ritratto del sindaco Onorato Caetani, 1906-1910 Roma, Galleria d’Arte Moderna | Courtesy Galleria d'Arte Moderna
 

Samantha De Martin

23/06/2021

Roma - Il Ritratto del sindaco Onorato Caetani di Giacomo Balla guarda al Cardinal Decano di Scipione con la forza dirompente delle sue forme distorte dal colore e la forte capacità “eversiva”.
Altri volti di illustri personalità politiche del Novecento, da Kennedy a Obama, immortalati da “artisti maschi” si intrecciano ai loro e testimoniano l’evoluzione che la rappresentazione dell’uomo contemporaneo ha avuto nella società e nelle arti, da fine Ottocento a oggi.


Scipione (Gino Bonichi), Il Cardinal Decano, 1930 Roma, Galleria d’Arte Moderna | Courtesy Galleria d'Arte Moderna

Alla Galleria d’Arte Moderna una mostra in programma dal 23 giugno al 14 novembre pone il volto, il potere e l’identità maschile sotto la lente dell’arte. Al centro del percorso cento opere, tra dipinti, sculture, film d’arte, installazioni, fotografie, provenienti in parte dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline, oltre che dal MAXXI, dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, da UniCredit SpA, da Fondazioni e archivi d’artista, da istituzioni pubbliche e private. Ciao maschio, questo il titolo della mostra, è un omaggio al film del 1978 diretto da Marco Ferreri, e, come il film, procede per sequenze tematiche che delineano attraverso l’arte il volto e l’identità maschile nel loro divenire sociale e politico.

L’adolescenza maschile intesa come fase di transizione, caratterizzata da intensi cambiamenti fisici e psicofisici apre la mostra con Contemporary Gods, l’ installazione urbana site specific della street artist Pax Paloscia. Tele dipinte e fotografie si incontrano con la fisicità femminile, rappresentata dalla Bagnante di Marino Marini.


Giorgio de Chirico, Autoritratto (Autoritratto nudo), 1945 Fondazione Giorgio e Isa De Chirico Inv. 10 | Courtesy Galleria d'Arte Moderna

A tracciare “Il volto del potere” - una vera e propria installazione di opere che copre un’intera sala del museo, costruita come un’“invadente” carrellata di volti e corpi maschili di potere - è il Ritratto del Sindaco Onorato Caetani di Giacomo Balla (della collezione Galleria d’Arte Moderna) esposto per la prima volta accanto a un altro ritratto, con lo stesso soggetto, che l'artista realizzò nel 1912, in prestito dalla Fondazione Camilla Caetani di Roma. Questi due lavori offrono una straordinaria testimonianza della grandezza pittorica del maestro alle soglie del Futurismo, oltre che dell’utilizzo politico della sua arte.

Il potere politico del Novecento, fra est e ovest, esplode invece nei ritratti di Kennedy, Obama, Lyndon Baines Johnson realizzati da Vinicio Berti e Shepard Fairey, a confronto con quelli di Lenin, Mao, Chruščëv e Ho Chi Min di Mario Schifano, Franco Angeli, Marco Lodola.


Sergio Lombardo, Kennedy, 1965, Collezione privata | Courtesy l’artista e 1/9 unosunove

Il cosiddetto “potere maschile nel sistema dell’arte” si corrobora nel secondo Novecento, quando, in pieno boom di rivendicazioni sociali e politiche femministe, gli “artisti-maschi” si arroccano in una loro linea di gestione del sistema contemporaneo dell’arte basato sulla divulgazione, attraverso l’arte, del culto sfrenato del proprio io.

Se “Il volto del terrore” - altro focus della mostra - ha le sembianze dei tre dittatori - Hitler, Mussolini, Stalin - memoria viva della violenza sui popoli, l’ “Identità maschile” - ulteriore sezione del percorso espositivo - affonda le sue radici in una cultura millenaria che troppo spesso ha inciso sulla educazione, con particolare riguardo ai temi della famiglia, dell’eroismo/antieroismo, dell’edonismo.

La sezione "Culto del corpo ed Etica dello sport”, che affronta un tema di grande attualità, termina con la voce delle artiste in “Uomini visti da donne. Qui la mascolinità passa invece attraverso l’obiettivo e lo sguardo di fotografe e artiste italiane del secondo Novecento, da Lisetta Carmi a Elisabetta Catalano, da Agnese De Donato a Rosa Foschi.


Tato, Cocainomane, 1922 Roma, Galleria d’Arte Moderna Inv. AM 5314 | Courtesy Galleria d'Arte Moderna

La ricerca provocatoria dell’urban artist americano Mark Jenkins, che sancisce una sorta di “fine assoluta” dell’uomo, chiude la mostra attraverso l’installazione urbana Till Death Tears Us Apart (2017) realizzata in collaborazione con Wunderkammern Gallery. Inserita in una situazione insolita, fuori da un classico luogo di vita quotidiano, l’opera risulta drammatica e destabilizzante, ma anche coinvolgente e surreale nella sua struttura iper-realistica.

Ciao Maschio - spiegano Arianna Angelelli e Claudio Crescentini curatori del catalogo Gangemi Editore - è da intendere per il suo valore di addio, abbandono, superamento di un modo di essere, di pensare e di rappresentare l’uomo, proprio come ha insegnato Ferreri con il suo personaggio Gérard La Fayette/Gérard Depardieu, il protagonista del film, il quale non ha più un ruolo identitario preciso nella società contemporanea, subisce violenza sessuale da una femminista appartenente ad un collettivo teatrale, adotta una scimmietta ma poi la lascia morire divorata dai ratti che hanno ormai invaso la città".

Completa la mostra la rassegna di film d’arte intitolata “Un supermaschio” realizzata con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, in collaborazione con il CSC - Archivio Nazionale Cinema Impresa, a cura di  Annamaria Licciardello, e incentrata sul cinema sperimentale italiano degli anni Sessanta-Settanta.

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