Dal 5 settembre al 3 febbraio al Palazzo della Ragione

L'autunno onirico di Mantova nel segno di Chagall

The State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia © Chagall ® by SIAE 2018 | Marc Chagall, Sopra la città, 1914/1918, olio su tela, 197 x 139 cm, Mosca, Galleria di Stato Tretjakov 
 

Samantha De Martin

24/08/2018

Mantova - Una poesia dipinta, un sogno scolpito da pennellate euforiche e leggere dal sublime narratore che dedica le proprie opere alle piccole e grandi storie di un popolo che sa smarrirsi e ritrovarsi nel tempo.
Grande è Chagall, con la magia onirica del suo stile immenso, che sfiora le corde del cuore incantando gli occhi.
Dal 5 settembre al 3 febbraio sarà Mantova a celebrarlo attraverso una mostra allestita al Palazzo della Ragione. Proprio a settembre, in concomitanza con l’esposizione - a cura di Gabriella Di Milia, in collaborazione con la Galleria Statale Tret’jakov di Mosca, promossa dal Comune di Mantova e organizzata e prodotta con la casa editrice Electa - il Palazzo sarà restituito alla città dopo un lungo e complesso intervento di valorizzazione che lo renderà pronto ad accogliere un ampio palinsesto di attività culturali.

Le 130 opere in mostra - e tra queste il ciclo completo dei sette teleri dipinti nel 1920 dall’artista di Vitebsk per il Teatro ebraico da camera di Mosca - saranno esposte nella cornice medievale del Palazzo, tra straordinari cicli di affreschi che raccontano ancora oggi le avventure della comunità.

Gli esiti pieni di colore di ignoti pittori del Duecento e del Trecento intratterranno così un inedito dialogo con gli oggetti, gli animali, i personaggi di uno dei maestri assoluti del Novecento. Prestiti eccezionali della Galleria Statale Tret’jakov di Mosca saranno in particolare i sette pannelli, tempere e gouache su tela di grandi dimensioni, tra i quali Introduzione al Teatro ebraico. Furono presentati a Milano nel 1994 e a Roma nel 1999, dopo le esposizioni del 1992 al Guggenheim di New York e del 1993 al The Art Institute di Chicago.

Nel grande pannello Introduzione al teatro ebraico, che occupava la parete sinistra della platea, si avverte subito la sperimentazione di metodi più sintetici e immediati. Gesti, funzioni, caratteri, situazioni di una umanità che vive l’incerto presente, vengono colti dal pittore con mirabile slancio.

Attorno alle sette opere sarà ricostruito l’environment del Teatro ebraico da camera, una “scatola” di circa 40 metri quadrati di superficie, per la quale Chagall aveva realizzato anche le decorazioni per il soffitto, il sipario insieme a costumi e scenografie per tre opere teatrali.

Ad accompagnare l’allestimento immersivo del Teatro - insieme a una serie di acqueforti, eseguite tra il 1923 e il 1939, tra le quali le illustrazioni per le Anime morte di Gogol’, per le Favole di La Fontaine e per la Bibbia - saranno alcune opere emblematiche realizzate dall’artista tra il 1911 e il 1918.

La mostra allestita a Palazzo della Ragione sarà un’occasione preziosa per ammirare i villaggi dipinti dal pittore con una elementarità volutamente infantile, ma anche le virtuosistiche scomposizioni, le invenzioni geometriche dell’artista, maestro di quel linguaggio otticamente associativo, commisurato a quello del sogno e per il quale oggetti, animali, personaggi, ingranditi o miniaturizzati, divengono catalizzatori di stati d’animo.

Tra le opere esposte si potranno ammirare anche il celebre olio su tela Sopra la città e la tempera su carta grigia che ritrae I musicanti.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Electa che, oltre ad esplorare le contaminazioni artistiche e culturali assorbite da Chagall tra Vitebsk, San Pietroburgo, Parigi e Mosca, racconta attraverso un'antologia di scritti, molti dei quali mai tradotti in Italia, la fascinazione esercitata dal pittore russo su poeti, artisti, letterati del secolo scorso.


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