Al via il Reggio Parma Festival

Il Bestiario della Terra di Yuval Avital: un inno alle arti tra Reggio Emilia e Parma sul filo del talento

Yuval Avital, Lessico animale. Prologo, in programma presso APE Parma Museo, curata da Cristiano Leone © Yuval Avital studio 2022, picture courtesy of the artist
 

Samantha De Martin

10/06/2022

Reggio Emilia - Ritornare bambini nello stesso ventre materno che ci ha accolti. Riscoprirci cantico, suono, acqua che zampilla, rincontrare l’animale che è in noi e ritrovarsi nei sentieri giocosi del sogno per poi uscire dal guscio della casa archetipica ed elevarsi a battistero, nella rassicurante quanto misteriosa immagine di un velo-culla che ci separa dal cielo e ci eleva al tempo stesso verso i suoi più imperscrutabili sentieri.
Il Bestiario della Terra, il progetto dell’anno del Reggio Parma Festival, concepito dall’artista multimediale, compositore e chitarrista Yuval Avital, assomiglia a un rito d’arte, a una monografia corale intessuta da decine di lavori inediti, tra sculture, partiture, installazioni, che assistono all’incontro (perfettamente riuscito) tra il teatro e l’arte contemporanea.
Dal 9 giugno fino al prossimo dicembre le due città, Reggio Emilia e Parma, si stringono all’unisono al canto di Yuval condividendo un viaggio artistico collettivo che, attraverso quattro mostre, un’installazione iconico-sonora, eventi, performance, coinvolge le migliori espressioni artistiche dell’Emilia e del belpaese.



Il Canto dello Zooforo di Yuval Avital, Installazione icono-sonora, Parma, Casa del Suono, 10 giugno-9 ottobre nell'ambito di Reggio Parma Festival | Foto: © Samantha De Martin per ARTE.it

E non è un caso che, come risposta alla disgregazione forzosa imposta dalla pandemia, il Reggio Parma Festival - tra le più prestigiose associazioni artistiche in Italia, che dal 2001, con il sostegno del Ministero della Cultura, svolge attività di promozione culturale sul territorio di Parma e Reggio Emilia - abbia quest’anno alzato l’asticella affidandosi al corifeo Yuval. Perché, oltre a essere un omaggio ai bestiari, i tipici trattati medievali che raccolgono descrizioni di animali reali e fantastici, da sempre fonte iconografica per gli artisti, Il Bestiario della Terra è soprattutto un inno che affonda le proprie radici nelle tradizioni della terra emiliana, intesa come territorio, paesaggio, tessuto umano.
“Nostro scopo - spiega infatti Luigi Ferrari, presidente del Reggio Parma Festival - è di diffondere a livello nazionale e internazionale l’arte e la cultura che si producono nei nostri territori, raggiungendo anche il pubblico che si colloca al di fuori del perimetro di chi già frequenta i teatri e gli spettacoli dal vivo. C’è in noi il desiderio di uscire dai confini di quanto fatto finora e di lavorare insieme per proporre, a un livello non soltanto locale, una serie di eventi capaci di stimolare nuovi interessi e nuovi approcci al mondo dell’espressione artistica. Con Yuval Avital, creativo poliedrico, affrontiamo un tema, Il Bestiario della Terra, che evoca il continuo confronto tra uomo e natura, nel ripetersi di timore e attrazione, di rispetto e violenza. Il risultato è un programma di lungo respiro che ha come segno distintivo l’interdisciplinarità”.


Cadavre Esquis N°3, dal Mostrario di Yuval Avital, 2021. Locandina della mostra “Anatomie squisite”, in corso ai Musei Civici di Reggio Emilia, a cura di Alessandro Gazzotti.

Così le due città, come spiega lo stesso artista, diventano una sorta di chimera, un essere ibrido sospinto da una comune ricerca.
Immergendoci nelle prime due mostre che inaugurano Il Bestiario della Terra, Anatomie squisite ai Musei civici di Reggio Emilia fino al 24 luglio e Il Canto dello Zooforo alla Casa del Suono di Parma fino al 9 ottobre, ci uniamo all’indagine anticonvenzionale di Juval Avital sul senso di incompletezza avvertito dall’uomo. Questo sentimento diventa una spinta propulsiva a ricercare e scoprire le pieghe più recondite dell’Io, in un’ibridazione (o contaminazione) con l’animale annidato in ciascuno di noi.

“Due anni fa, dopo il primo lockdown - spiega Avital - ognuno di noi è uscito dalla sua tana, sentendosi estraneo agli altri. In cento giorni tutta la mia vita futura è stata come cancellata. Mi sentivo estremamente smarrito, ma proprio in quel periodo è uscito fuori l’animale in gabbia, assieme alla voglia di vivere, di fare qualcosa di significativo. Il Reggio Parma Festival è stata l’occasione per reinventarsi attraverso la sperimentazione e la ricerca”. Una ricerca che, come confessa lo stesso artista, e come è evidente nei suoi interventi, “non nasce come forma di gentrificazione estrema, ma come un dialogo che matura e si fa strada all’interno del tessuto umano e della sua storia”.


Anatomie squisite di Yuval Avital, ai Musei Civici di Reggio Emilia fino al 24 luglio nell'ambito del Reggio Parma Festival | Foto: © Samantha De Martin per ARTE.it

Così Il Canto dello Zooforo, installazione iconico-sonora di Yuval Avital realizzata per la Casa del Suono di Parma, si origina dai bassorilievi dello Zooforo di Benedetto Antelami scolpiti sulle pareti del Battistero di Parma, le cui creature, trasposte da Avital in una partitura grafica, sono state fatte interpretare dai bambini della scuola comunale dell’infanzia Ernesto Balducci di Reggio Emilia, in un’azione mimica della voce. Sono loro ad accompagnare il visitatore all’interno della monumentale scultura materica, un’enorme ventre femminile dal quale tutti, uomini e animali, provengono.
Trecento metri di tessuto, tinto a mano grazie al contributo dei Laboratori di sartoria e scenografia del Teatro Regio di Parma, si fanno carne, guscio, organo, mentre 200 altoparlanti restituiscono suoni che mutano a seconda di dove ci posizioniamo. Fuori dal ventre, un’altra composizione originale di Avital, creata a partire dal Cantico delle Creature di San Francesco, è eseguita dal Coro di voci bianche del Teatro Regio di Parma. Qui l’universo, il sole, la luna, gli animali prendono la parola attraverso veli sonori rielaborati elettronicamente.

Dal viaggio di catarsi e rinascita alla scoperta dell’io più profondo Yuval Avital ci trasporta verso l’indagine sul corpo-organo, in un universo di creature e creazioni al centro della mostra Anatomie squisite, ai Musei Civici di Reggio Emilia.
Nell’allestimento, realizzato dall’artista in collaborazione con il curatore Alessandro Gazzotti, un puzzle ibrido assiste all’intreccio tra opere d’arte, gli animali mummificati dell’affascinante Collezione Spallanzani, manufatti antichi o comuni, reperti archeologici. Le ossa di bovini risalenti all’età del ferro, una vertebra di balena, denti di animali, un’Afrodite pudica, una testa romana con lucerna, rivisitata da Avital in una divertente creatura con rimandi fallici, statuette raffiguranti gli Ushabti egizi - oggetti selezionati da varie collezioni dei musei in attinenza con il concetto di anatomia - tessono un viaggio che accoglie occhi di capodogli, tassidermie di rettili, reperti geomineralogici. In questa enorme wunderkammer che alimenta lo stupore, il sogno, il gioco, l’inconscio, l’artista si interroga su cosa sia un corpo e sui confini tra l’anatomia scientifica e quella d’arte.


Foregin bodies n 3, terzo capitolo della serie di Foregin bodies, realizzato a Reggio Emilia in occasione del Reggio Parma Festival. Danzatori in foto: compagnia di Michele Merola. Mostra Membrane in programma presso i Chiostri di San Pietro, Reggio Emilia, a cura di Marina Dacci © Yuval Avital 2022 | Picture courtesy of the artist

In una giungla dalla quale sbucano vene, arterie, pezzi di carne, realizzati anche questi in dialogo con le professionalità sceniche e sartoriali della Fondazione Teatri di Reggio Emilia, prendono vita meta-corpi inaspettati, connessi tra loro tramite simmetrie cromatiche, semantiche, fantasiose o strutturali, invitando il pubblico a costruire la propria narrazione. Cuore della mostra i Cadavres exquis di Avital, creature ibride e fantastiche dai colori vivaci, sospese nel vuoto o inserite in ambientazioni stranianti.
Le opere animalesche della serie Animalium, 2018 affiancano i Tubolar bones, formazioni dall’impianto scheletrico contorte in molteplici estroflessioni, e i Tubolar landscapes, nature morte metafisiche.

Ma è solo l’inizio. Il Bestiario della Terra scritto dal vulcanico Yuval continuerà a raccontarsi in una ricca agenda in programma fino a dicembre prossimo. Il 1° luglio sarà inaugurato il Murale “Cadavre Exquis” di Yuval Avital eseguito da Simone Ferrarini, mentre dal 7 luglio al 18 settembre all’APE Parma Museo la performance immersiva Lessico Animale. Prologo, a cura di Cristiano Leone, frutto della collaborazione tra Avital e 19 attori allievi del Corso di Alta Formazione Casa degli Artisti del Teatro Due di Parma, travolgerà i visitatori con la sua drammaturgia dinamica.


Nephilìm, mostra personale composta da 60 sculture sonore 'Singing Masks', Museo Marino Marini, Firenze, 5 ottobre 2019 - 30 dicembre 2019 | Foto: © Massimo Pacifico 2019 | Courtesy of the artist

Dal 10 settembre al 23 ottobre a Palazzo Marchi, “Persona”, Mostra monografica a cura di Chiara Canali e Camilla Mineo, accoglierà le celebri maschere sonore di Yuval, realizzate dall’artista con eccellenze artigianali toscane.
Se l’appuntamento con “Membrane”, dal 1° ottobre al 20 novembre (a cura di Marina Dacci) sfodera ai Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia un dialogo all’unisono tra pittura, disegno, fotografia, video e suono, in un invito a infrangere i rigidi confini tra uomo e natura, il Mostrario, un grande evento interdisciplinare che si svolgerà tra Parma e Reggio in più momenti, tra novembre e dicembre, stenderà il sipario sul Bestiario della Terra.

Ma forse l’insegnamento più grande che Yuval Avital ci consegna, in questa avvincente girandola sospesa tra l’arte e il teatro, è che “ci vuole molto coraggio a camminare in una strada che si chiama non lo so”.
“Questo progetto - confessa Anna Maria Meo, direttore generale della Fondazione Teatro Regio di Parma Festival Verdi - ci ha indotto a metterci in gioco su un terreno creativo con il quale solitamente non siamo abituati a confrontarci. Noi di solito produciamo spettacoli. E invece, mettendoci in discussione in questo itinerario che ha incluso artisti diversi, oltre a Yuval, siamo stati costretti ad abbandonare le nostre certezze. Ci sorprenderemo scoprendoci diversi da quello che crediamo di conoscere di noi stessi e sposteremo il confine tra noi e la nostra bestia interiore allargandolo fino ad abbracciarla".


Yuval Avital, Portrait by Juan Sebastian Rodriguez Mendieta, 2021


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