Peggy Weil: Core Memory
Peggy Weil, 88 Cores. 2017. Digital video with score by Celia Hollander. Still featuring cores extracted at depths of -1855m to -1856m. Image courtesy of the artist
Dal 7 March 2026 al 4 October 2026
New York |
Luogo: MoMA | The Museum of Modern Art
Indirizzo: 11 West 53 Street, Manhattan
Orari: Lun /Mar / Mer / Gio / Sab / Dom 10.30 - 17.30 | Ven 10.30 - 20.30
Curatori: Paula Vilaplana de Miguel, Curatorial Associate, Department of Architecture and Design
Enti promotori:
- Hyundai Card
Costo del biglietto: 30 $
Sito ufficiale: http://www.moma.org
Core Memory riunisce per la prima volta 88 Cores e 18 Cores, due visualizzazioni delle storie climatiche della Terra firmate da Peggy Weil. Pioniera del ritratto digitale, Weil ha rivolto di recente la propria attenzione a ciò che definisce Extended Landscapes: ritratti degli strati invisibili «sotto i nostri piedi, sopra le nostre teste e nel passato». Il suo lavoro apre una finestra sul pianeta inteso come dispositivo di registrazione, rivelando come gli eventi climatici e geologici si imprimano nelle calotte polari e negli strati sedimentari.
Dalla neve più recente al ghiaccio più antico, 88 Cores scende per tre chilometri e 110.000 anni attraverso la calotta glaciale della Groenlandia. A differenza degli anelli degli alberi, che crescono in modo concentrico, il ghiaccio conserva il tempo in senso verticale. Ogni strato annuale di neve compattata in ghiaccio racchiude bolle d'aria e gas. Le iscrizioni e le tonalità di blu visibili in alcune carote — estratte tra il 1989 e il 1993 nell'ambito del Greenland Ice Sheet Project — documentano l'evoluzione delle tecnologie di imaging utilizzate nel corso degli anni per digitalizzare questi frammenti di ghiaccio. In 18 Cores, Weil sposta l'attenzione dal freddo polare al calore geotermico, assemblando immagini di carote rocciose estratte dal Salton Sea californiano tra il 1985 e il 1986. I sei filoni verticali di carote svelano un paesaggio sotterraneo di argilliti, siltiti e arenarie risalenti all'era del Pleistocene.
«Il ritmo del cambiamento climatico è troppo lento per essere percepito, e le sue sostanze — gas come il metano e la CO₂ — sono invisibili», osserva l'artista. Attraverso questi scroll verticali, Weil rende le prove fisiche delle trasformazioni ambientali percepibili e innegabili.
Dalla neve più recente al ghiaccio più antico, 88 Cores scende per tre chilometri e 110.000 anni attraverso la calotta glaciale della Groenlandia. A differenza degli anelli degli alberi, che crescono in modo concentrico, il ghiaccio conserva il tempo in senso verticale. Ogni strato annuale di neve compattata in ghiaccio racchiude bolle d'aria e gas. Le iscrizioni e le tonalità di blu visibili in alcune carote — estratte tra il 1989 e il 1993 nell'ambito del Greenland Ice Sheet Project — documentano l'evoluzione delle tecnologie di imaging utilizzate nel corso degli anni per digitalizzare questi frammenti di ghiaccio. In 18 Cores, Weil sposta l'attenzione dal freddo polare al calore geotermico, assemblando immagini di carote rocciose estratte dal Salton Sea californiano tra il 1985 e il 1986. I sei filoni verticali di carote svelano un paesaggio sotterraneo di argilliti, siltiti e arenarie risalenti all'era del Pleistocene.
«Il ritmo del cambiamento climatico è troppo lento per essere percepito, e le sue sostanze — gas come il metano e la CO₂ — sono invisibili», osserva l'artista. Attraverso questi scroll verticali, Weil rende le prove fisiche delle trasformazioni ambientali percepibili e innegabili.
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