Grass Babies, Moon Babies - Biennale Arte Venezia 2026

Ei Arakawa-Nash, Plush Subjectivity, 2024, performance view, Centre for Heritage, Arts and Textile, Hong Kong | Courtesy © the artist, ph: Spark Photography

 

Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026

Luogo: Giardini - Padiglione Giappone

Indirizzo: Viale dei Giardini Pubblici

Orari: Mar - Dom (da Maggio a Settembre) 11.00 - 19.00 (Sab - Dom, solo Arsenale fino alle ore 20.00) | Mar - Dom (da Ottobre a Novembre) 10.00 - 18.00 | Lunedì chiuso (eccetto lunedì 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre, 16 novembre)

Curatori: Lisa Horikawa, Mizuki Takahashi (curators)

Enti promotori:

  • The Japan Foundation

Costo del biglietto: € 30 (giornaliero) | € 40 (tre giorni)

Telefono per informazioni: +39 041 5218711

Sito ufficiale: http://venezia-biennale-japan.jpf.go.jp/e/art/2026-en


Su commissione della Japan Foundation, il Padiglione del Giappone presenterà Grass Babies, Moon Babies dell'artista queer nippo-americana Ei Arakawa-Nash alla 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia (Biennale Arte 2026) dal 9 maggio al 22 novembre 2026 presso i Giardini di Castello, Venezia, Italia. Si tratterà di una collaborazione curatoriale tra HORIKAWA Lisa, Senior Curator e Direttrice (Curatorial & Collections) della National Gallery Singapore, e TAKAHASHI Mizuki, Direttrice Esecutiva e Curatrice Capo del Centre for Heritage, Arts and Textile (CHAT) di Hong Kong. Grass Babies, Moon Babies crea un percorso immersivo attivato dai visitatori attraverso atti di cura e movimento. All'ingresso del Padiglione, i visitatori sono invitati a tenere in mano e portare con sé una delle 200 bambole attraverso i pilotis, i giardini e gli spazi interni del Padiglione. I visitatori partecipano a un ultimo atto di cura collettiva cambiando i pannolini delle bambole e attivando un codice QR che restituisce una "poesia del pannolino" basata sulla data di nascita assegnata a ciascun bambino. Queste date di nascita sono plasmate dall'intersezione tra le esperienze intime e personali dell'artista e il lungo arco di forze storiche e sociali all'interno e all'esterno del Giappone. L'identità della mostra assume la forma di un logo calligrafico minimale, realizzato con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, che riflette la duplice immagine di "luna" ed "erba", alludendo sottilmente a un paesaggio visto dal punto di vista dei neonati. Il Padiglione si sviluppa nell'arco dei sette mesi della Biennale come una piattaforma in continua evoluzione, plasmata dalla partecipazione di visitatori e collaboratori. Preparazione, manutenzione e cura diventano componenti integranti della mostra stessa, sfumando i confini tra prova e presentazione, lavoro privato e performance pubblica. In questo modo, il flusso di visitatori attraverso il Padiglione rimodella continuamente l'opera, trasformando lo spazio dell'arte visiva in un luogo di coreografia vissuta. Il progetto riflette anche l'esperienza personale dell'artista, diventata madre nel 2024. Per Arakawa-Nash, la cura non è solo emotiva ma anche strutturale: una forma di lavoro socialmente distribuita e storicamente connotata dal genere. Attraverso il semplice ma impegnativo gesto di tenere in mano le bambole, i visitatori sono invitati a confrontarsi fisicamente ed emotivamente con il lavoro spesso invisibile della cura. Nata in Giappone e ora attiva a livello transnazionale, Arakawa-Nash affronta il Padiglione del Giappone da una prospettiva diasporica e queer. La mostra mette in primo piano la collaborazione e la molteplicità piuttosto che la rappresentazione singolare, ampliando la cornice del Padiglione nazionale attraverso una costellazione di voci e pratiche. Oltre ai partner istituzionali precedentemente annunciati, J. Paul Getty Museum (Los Angeles), Kestner Gesellschaft (Hannover) e The Isamu Noguchi Foundation and Garden Museum (New York), ciascuno contribuendo attraverso progetti commissionati separatamente—Grass Babies, Moon Babies si espande ulteriormente attraverso collaborazioni tra arte, architettura, letteratura e performance: ARAKAWA Miwako e i suoi amici a Fukushima, Art Climate Collective Japan (Arts Initiative Tokyo), CHOI Jae-Eun, Dipartimento di Studi Asiatici e Nordafricani (DSAAM), Università Ca' Foscari di Venezia, End of Summer, FAC XTRA RETREAT (Ei Arakawa-Nash, Patty Chang, Pearl C Hsiung, Amanda Ross-Ho, Anna Sew, Hoy, Shirley Tse e Amy Yao), ISHII Yukari, The Isamu Noguchi Foundation and Garden Museum (Laboratorio per bambini, Padiglione Giappone 2026), IZUMI Reijiro (SABIÉ), Padiglione Coreano 2026 (Binna CHOI, Goen CHOI, Heyree RO), MORI Daishiro e KOIKE Toshiki, NAKAMURA Yuko e SAEKI Eiko, NUNO, studio PeM architects, R. Kikuo Johnson, Sergei Tcherepnin

SCARICA IL COMUNICATO IN PDF