Honoré Daumier: attualità e varietà

Honoré DaumierCome entreremo all’esposizione universale e come ne usciremo, 1855. Litografia, 251 x 212 mm. L’esposizione universale, tav. 5
DR 2668

DAL 15/09/2017 AL 07/01/2018

Bellinzona

LUOGO: Bellinzona - via S. Biagio 9 | Museo Museo Civico di Villa dei Cedri

ENTI PROMOTORI:

Città di Bellinzona

TELEFONO PER INFORMAZIONI: 0041.91.8218520

SITO UFFICIALE: www.villacedri.ch

PROMOTORI: Città di Bellinzona

COMUNICATO STAMPA:

Uomini come Daumier dobbiamo venerarli, perché sono i veri pionieri”
Scopro in lui uno spirito acuto e riflessivo, è d’animo sublime ma insieme estremamente sensibile e passionale”
Vincent Van Gogh, Lettere al fratello Theo

Il Museo Civico di Villa dei Cedri a Bellinzona propone, a partire dal 15 settembre, un’esposizione monografica dedicata alla figura di Honoré Daumier (1808-1879). Curatori della mostra sono Matteo Bianchi e Carole Haensler Huguet, conservatore del Museo stesso.
Con la sua produzione, che si sforza di descrivere la realtà in maniera distaccata, Daumier si colloca, insieme a Courbet e Millet, fra i pionieri del Realismo, movimento culturale erede del Positivismo, sviluppatosi in Francia intorno al 1840.
A dieci anni esatti dalla mostra su Steinlen, che metteva sotto i riflettori un artista d’impronta socialista-umanitaria, riservando una particolare attenzione alle scene di vita di strada, il Museo di Villa dei Cedri torna quindi con Daumier a riflettere sulla questione sociale, sul conflitto tra notabili ed emarginati. La realtà umana è il cuore dell’opera di Daumier, in un’epoca chiave come la metà dell’Ottocento, segnata dalle rivendicazioni nazionaliste e dalla crescita della classe operaia. La poesia sociale disegnata nelle stampe popolari da Daumier trova larga diffusione grazie alla riproduzione litografica su larga scala: l’artista, fra polemica e ironia, illustra e commenta la vita difficile dei poveri che dagli scantinati spiano i passi eleganti dei signori, o che dagli abbaini teneramente guardano la luna.
L’artista è anche un grande divulgatore di idee, un giornalista che usa l’immagine al posto della parola, un vignettista di satira politica che, come i suoi colleghi di oggi, reagisce all’attualità.
A Bellinzona sarà presente una notevole quantità di lavori di Daumier: il corpus più consistente è quello delle litografie e silografie (circa 120), cui si uniscono una trentina di sculture e alcuni disegni e matrici. Le opere su carta rappresentano d’altronde una costante nella vita del Museo di Villa dei Cedri, sia per quanto riguarda le collezioni permanenti, sia nelle mostre temporanee, che nel corso di oltre vent’anni hanno portato a Bellinzona lavori di Félix Vallotton, Jean Faultrier, Oscar Kokoschka, Sonja Delaunay, Edouard Vallet.

L’artista


Pittore, litografo, incisore, disegnatore e scultore, Daumier nasce a Marsiglia nel 1808, per poi trasferirsi a Parigi per inseguire i sogni vani del padre, vetraio appassionato di teatro e desideroso di diventare drammaturgo.
L’attività che più darà fama a Daumier è quella di caricaturista: collabora con le prime testate satiriche della storia, come La Caricature e Charivari, producendo circa 4000 vignette con la tecnica della litografia. Aspra è la sua satira antiborghese, graffiante il segno innovativo della sua arte; una delle sue caricature più celebri è Gargantua, dedicata al re Luigi Filippo d’Orléans, che gli costerà sei mesi di carcere ed una pesante sanzione pecuniaria. L’irrigidimento delle norme sulla libertà di stampa nel 1835 (di fatto una forma di censura) lo induce a mutare stile, spostando il proprio interesse dalla politica alla cultura e alle scene di vita quotidiana. In questa fase Daumier collabora con La Chronique de Paris, diretta da Balzac. Nel 1846 si sposa e negli stessi anni inizia a dedicarsi alla pittura, facendo tesoro dell’amicizia di personalità quali Delacroix, Corot, Millet e Daubigny. Anche con il pennello in mano, Daumier continua a prediligere soggetti ispirati alla realtà degli umili, ma l’evidente novità rappresentata dalla sua pittura fa di lui un artista di nicchia. Gli ultimi anni trascorrono così in povertà, con il conforto di pochi amici che continuano a considerarlo un maestro e con il sostegno economico del fedele Corot.
Daumier si spegne nel 1879, quasi cieco, a Valmondois.

I contenuti dell’esposizione

Anche se la mostra offre una visione monografica dell'intero percorso di Honoré Daumier, dagli esordi alle ultime litografie, non è da considerare cronologica, ma piuttosto tematica: il suo intento è quello di concentrarsi su alcuni soggetti, che trovano una risonanza particolare nella nostra attualità; soggetti che richiamano temi legati allo sviluppo della società moderna, con tutti i suoi conflitti e squilibri. L’armata di nuovi poveri che, come ai tempi di Daumier, abita oggi le strade di tante capitali europee è la preoccupante conferma del fatto che i problemi sociali di cui l’artista si faceva testimone non sono ancora risolti.
Per il Museo Civico di Villa dei Cedri si tratta di tematiche particolarmente vive e presenti: con la fusione di 13 comuni - la più consistente finora in territorio elvetico - Bellinzona è diventata la dodicesima città svizzera. Nella seconda metà del Novecento, inoltre, essa è cresciuta come città moderna: nel 1847 è nato il Teatro Sociale, di cui ad ottobre si festeggeranno i 20 anni dalla riapertura dopo i restauri e i 150 anni di attività. Gli anni Settanta e Ottanta del XIX secolo hanno invece visto nascere la stazione ferroviaria della città e la linea del Gottardo. Proprio intorno alla stazione è sorto a Bellinzona il primo quartiere industriale, entrato a far parte dei beni culturali cantonali protetti all’inizio del 2017, come testimonianza di alto valore dell’edilizia borghese e ferroviaria fra Ottocento e Novecento nel Cantone Ticino.

La scelta di dedicare una mostra a Daumier rappresenta quindi un gesto di continuità fra il passato e l’oggi, fra una dimensione culturale di respiro europeo e la specificità della storia della città che ospita l’esposizione stessa.

La mostra si articola in diversi capitoli, corrispondenti a temi specifici dell’opera dell’artista:

  • DAUMIER E LO SVILUPPO DELLA SOCIETÀ MODERNA riguarda scene di trasporti pubblici, passeggiate sugli Champs-Elysées, ma anche scampagnate o vacanze al mare. In questa sezione rientrano anche i lavori intitolati Croquis parisiens, che documentano la vita quotidiana dei parigini, senza dimenticare gli emarginati creati dalla nuova realtà sociale delle città industriali, come gli inquilini delle cantine o dei sottotetti ed i vagabondi.
  • DAUMIER, GLI ESORDI SATIRICI mette al centro la caricatura politica e les portraits charges, lavori che costeranno anche il carcere a Daumier. Questa sezione punta soprattutto sul lato giornalistico e documentaristico dell’autore. In particolare sarà presente la famosa litografia Rue Transnonain, le 15 avril 1834; simbolo della ‘pulizia’ operata dalla censura negli anni intorno al 1835. Un’altra opera altamente rappresentativa di questo tema è la litografia Celui-là, on peut le mettre en liberté! il n’est plus dangereux.
  • DAUMIER E L'EUROPA è un soggetto di pressante attualità. A lungo le litografie della fine della carriera dell’artista sono state disprezzate: la mostra a Villa dei Cedri intende correggere queste riserve. Imbavagliato dalla censura sotto Napoleone III, Daumier è costretto a tacere sulla politica dell’Impero ma si rivolge a quella straniera, trattando così il tema della formazione dell’Europa, speranza condivisa nelle rivoluzioni del 1848. Le litografie ‘storiche’ del periodo 1850-1860 contano tra i suoi capolavori. Con questa parte del suo lavoro Daumier assurge a simbolo dell’artista che sa portare fino in fondo una battaglia generosa, con il vigore del suo stile e con la scelta di un mezzo d’espressione popolare come la stampa e di una tecnica, la litografia, che permetteva una massima distribuzione e disponibilità per tutti.
  • LA GIUSTIZIA riunisce litografie e disegni dedicati alla commedia umana che si svolge all’interno dei palazzi di giustizia. Qui la satira di Daumier colpisce gli avvocati pieni di sé, i giudici refrattari ad ogni compassione ("Sotto il guanto di velluto del giudice, si intuiscono gli artigli del boia", scriveva Victor Hugo), le vittime e gli imputati privi di ogni speranza.
  • IL MONDO DELL'ARTE E DEGLI ARTISTI include infine le serie legate al lavoro dell’artista, come le Scènes d'atelier (1840 e 1848), Les artistes (1848-1849; 1865), Les paysagistes (1864-1865), Les artistes à la campagne (1865). Nelle litografie su temi come il mercato dell’arte e le mostre, da Le public du Salon (1852) alla serie Croquis pris à l'exposition (1864-1865), Daumier emerge come ‘critico d’arte’, pacifico ma ironico, che si sofferma tanto sulle giurie accademiche quanto sul pubblico borghese, di cui denuncia l’ignoranza e l’eccesso di pudore. L’artista rivolge poi il suo sguardo divertito al mondo del teatro e della musica, diviso tra scherno e compassione: suo padre stesso, vetraio di professione, aveva tentato a Parigi la carriera drammaturgica, senza successo, trascinando la famiglia intera in un vortice di problemi economici. Non manca il nascente tema della fotografia, come si vede in Nadar élevant la Photographie à la hauteur de l’Art (1862).
Filo rosso di tutta la mostra è anche il tema della nascita della stampa satirica: nei primi anni Trenta Daumier produce una novantina di litografie per La Caricature, primo giornale satirico al mondo, chiuso nel 1835. In seguito collabora con Le Charivari, nato nel 1832 e attivo per oltre un secolo. Come non pensare oggi alle drammatiche vicende legate a Charlie Hebdo o alle caricature di Maometto comparse in Olanda?
Nel 1832, in reazione alla censura esercitata dal governo sulla stampa di opposizione, viene fondata l’Association pour la liberté de la presse, che produce ogni mese una litografia di grande formato al costo di un franco, allo scopo di creare una cassa per coprire i costi dei processi a carico di autori, caricaturisti ed editori. Anche in questo caso, il dibattito sulla libertà di espressione e di informazione è quanto mai aperto e attuale.

La mostra sarà corredata da un catalogo in doppia edizione, francese e italiana, pubblicato con Pagine d’Arte (Tesserete/Parigi), che raccoglierà contributi dei curatori Matteo Bianchi e Carole Haensler Huguet, e di tre esperti quali Michel Melot, già direttore del Dipartimento delle Stampe della Biblioteca Nazionale Francese di Parigi, Jürg Albrecht, già direttore del Dipartimento di studi d‘arte presso l’Istituto svizzero di studi d‘arte SIK-ISEA a Zurigo e Sylvie Gonzalez, direttrice del Museo d’Arte e di Storia di Saint-Denis.

La sede dell’esposizione

Aperto al pubblico nel 1985, il Museo Civico di Villa dei Cedri custodisce una collezione permanente dove è contemplata l’arte di area ticinese, lombarda e svizzera dalla seconda metà del XIX secolo fino ai nostri giorni. La collezione del Museo è rappresentata da opere che hanno fortemente caratterizzato il periodo di passaggio dal Realismo al Simbolismo (Segantini, Grubicy de Dragon, Pellizza da Volpedo, Rossi, Franzoni, Feragutti-Visconti, Berta, Chiesa e Vela), le tematiche del Novecento e le loro elaborazioni regionali (Carpi, De Grada, Corty, Foglia, Gonzato, Ribola, Sartori, Tallone e Tosi), l’informale – nella sua duplice matrice lirico/astratta – oppure di forte valenza espressiva (Cavalli, della Torre, Ferrari, Gabai, Lavagnino, Lucchini, Palerma, Repetto, Sirotti, Spreafico, Strazza). Punto forte della collezione è però l’opera su carta che predilige il lavoro artistico più intimo e più riflessivo e che rappresenta oggi ben due terzi del patrimonio di Villa dei Cedri. Altra particolarità del Museo sono i fondi monografici, la cui storia risale ad una ventina di anni fa e riguarda ormai una moltitudine di artisti: Massimo Cavalli, Ubaldo Monico, Giovanni Molteni, Giuseppe Foglia, Giovanni Genucchi, Giuseppe Bolzani, la famiglia Mercoli, Renzo Ferrari, Paolo Mazzucchelli, Edmondo Dobrzanski, Edoardo Berta, Filippo Boldini, Giulia Napoleone, Enrico della Torre, Italo Valenti, Gianni Metalli e, negli ultimi anni, Fernando Bordoni e Fiorenza Bassetti.
Le opere conservate nella collezione vengono esposte periodicamente in progetti particolari o a complemento delle mostre temporanee.

Gli eventi collaterali

Parallelamente alla mostra, un fitto calendario di eventi per famiglie e adultioffre una combinazione di proposte con l’intento di approfondire l’esperienza della visita alla mostra e stimolare i partecipanti a riflettere sull’attualità dei messaggi trasmessi nelle opere di Daumier.

In particolare verrà proposta in tre date una Camminostoria con Honoré Daumier, ovvero una passeggiata a piedi da Villa dei Cedri alla stazione ferroviaria di Bellinzona acura della storica ticinese Giulia Pedrazzi. L’itinerario guidato si propone di raccontare all’artista francese i mutamenti sociali e le trasformazioni nel tessuto urbano avvenuti a Bellinzona nel corso dell’Ottocento. E le analogie con le scene di vita quotidiana parigina esposte a Villa dei Cedri non mancano!
Il percorso si snoderà da Villa dei Cedri: residenza periurbana e luogo di soggiorno estivo per alcune famiglie patrizie, la Villa disponeva di possedimenti terrieri che dava in affitto a famiglie contadine. Qui convergono dunque le componenti sociali che hanno contraddistinto la regione fino all’Ottocento: il patriziato cittadino e la campagna contadina. Si toccherà quindi il Teatro Sociale, costruito nei pressi della vecchia Porta Locarno e da sempre punto di incontro per la vita mondana e culturale bellinzonese. Il percorso di circa un’ora si concluderà alla Stazione, dove il primo treno sostò nel 1874, e ai Quartieri San Giovanni e Officine, popolati da famiglie che, nei decenni fra i due secoli, lasciarono le campagne per cercare lavoro nel settore ferroviario.






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