In occasione della Biennale d’Arte 2022

Fontana e Gormley, una strana coppia in mostra a Venezia

Da sinistra: Lucio Fontana, Ambiente spaziale, 1952, inchiostro su carta, cm 28 x 22. Courtesy Fondazione Lucio Fontana. Copyright Fondazione Lucio Fontana, by SIAE 2021 I Antony Gormley, FIELD, 1984, pigmento nero, olio e carboncino su carta 64 x 90 cm. Courtesy the Artist, Copyright Antony Gormley, 2021
 

Francesca Grego

29/04/2021

Venezia - “Che cosa è uno spazio umano nello spazio, che cosa è un corpo umano nello spazio e – se pensiamo a noi stessi come un corpo nello spazio – quale è il nostro contesto?”, si chiede lo scultore britannico Antony Gormley, rivelando i pensieri impliciti in ogni sua opera. Un gigante dell’arte del Novecento interviene a sorpresa nella riflessione: si tratta di Lucio Fontana, presto protagonista insieme a Gormley di una mostra inattesa. In occasione della prossima Biennale di Venezia (23 aprile - 27 novembre 2022), la strana coppia si incontrerà per la prima volta negli straordinari spazi del Negozio Olivetti di Piazza San Marco, gioiello architettonico progettato da Carlo Scarpa e da dieci anni affidato alla gestione del FAI. Disegni e sculture di entrambi intesseranno un confronto serrato sui temi dello spazio e della luce sotto l’attenta regia del curatore Luca Massimo Barbero, tra i maggiori studiosi di Fontana e consulente scientifico della fondazione dedicata all’artista.

“Pensata come un dialogo tra la complessità del segno nell’opera del fondatore del movimento spazialista, e la relazione tra spazio e corpo nel lavoro di uno tra i più acclamati e articolati scultori del nostro secolo, la mostra-dossier Lucio Fontana/Antony Gormley raccoglie una selezione, puntuale e altresì densa di opere su carta e scultoree, di questi due importanti protagonisti del panorama artistico del XX secolo e contemporaneo”, spiega Barbero. “La mostra indaga la straordinaria inventività e complessità del lavoro dei due artisti, ponendo l'accento sull'importanza del rapporto tra la dimensione spazio-temporale e la ricerca sulla tensione segnica, unitamente a una nuova concezione dello spazio”.  


"Lucio Fontana. Taglio". Foto di Ugo Mulas I Stampa ai sali d'argento su carta baritata I Copyright Fondazione CRT

Un confronto capace di prendere corpo oltre gli anni, gli stili e le idee di ognuno, quello tra Gormley e Fontana, come soltanto ai grandi può accadere. La spinta a superare i limiti dell’esperienza umana nel tempo come nello spazio, d’altronde, li accomuna al di là delle inevitabili - e più che mai feconde - differenze. “Io buco; passa l’infinito di lì, passa la luce, non c’è bisogno di dipingere”, spiegava Fontana, tentando di rendere comprensibile quel che allora sembrava una semplice provocazione: “tutti hanno pensato che io volessi distruggere: ma non è vero io ho costruito, non distrutto”. Il valore del suo slancio ce lo ha restituito proprio quel tempo che il maestro avrebbe voluto cancellare, lo stesso che Gormley interroga nei suoi rapporti con lo spazio, tra il segno e il corpo, il dentro e il fuori.
A Venezia avremo modo di coglierne l’intreccio tra rimandi e relazioni attraverso le sculture di entrambi, una selezione di disegni realizzati da Fontana tra il 1947 e il 1968 e una serie di opere su carta rappresentative dell’intera ricerca di Gormley. 

Realizzata da Associazione Arte Continua APS, B17 e Galleria Continua in collaborazione con Fondazione Lucio Fontana, Milano, e FAI - Fondo Ambiente Italiano, la mostra Lucio Fontana/Antony Gormley inaugurerà presso lo storico Negozio Olivetti di Piazza San Marco nell’aprile 2022.


Da sinistra: Lucio Fontana, Ambiente spaziale, 1952, inchiostro su carta, cm 28 x 22. Courtesy Fondazione Lucio Fontana. Copyright Fondazione Lucio Fontana, by SIAE 2021 I Antony Gormley, FIELD, 1984, pigmento nero, olio e carboncino su carta 64 x 90 cm. Courtesy the Artist, Copyright Antony Gormley, 2021

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