Van Eyck. An Optical Revolution

Van Eyck. An Optical Revolution

DAL 01/02/2020 AL 30/04/2020

Gand

LUOGO: Gand - Fernand Scribedreef 1 | Museo MSK - Museum of Fine Arts

ENTI PROMOTORI:

Toerisme Vlaanderen, Città di Gand, Fabbrica della Cattedrale di San Bavone, Amministrazione della comunità fiamminga, Istituto statale per la tutela del patrimonio artistico, Università di Gand, Istituto Henri Pirenne, Centro fiammingo di ricerca per l'arte nei Paesi Bassi borgognoni

ORARI: Lun 9.30 - 23 | Mar 10.30 - 19 | Mer 9.30 - 18 | Gio 10.30 - 19 | Ven 9.30 - 19 | Sab - Dom 9.30 - 19

COSTO DEL BIGLIETTO: Intero 6 € | ridotto 2 €

E-MAIL: museum.msk@stad.gent

SITO UFFICIALE: https://www.mskgent.be/en

PROMOTORI: Toerisme Vlaanderen, Città di Gand, Fabbrica della Cattedrale di San Bavone, Amministrazione della comunità fiamminga, Istituto statale per la tutela del patrimonio artistico, Università di Gand, Istituto Henri Pirenne, Centro fiammingo di ricerca per l'arte nei Paesi Bassi borgognoni


Dal 1° febbraio al 30 aprile 2020, il Museo delle Belle Arti di Gand (MSK) ospita la mostra Van Eyck. Una rivoluzione ottica. Sono rimasti, in tutto il mondo, solo una ventina di dipinti e disegni di Jan van Eyck (circa 1390-1441). Più della metà di queste opere saranno visibili al MSK, insieme a opere della sua bottega, copie di quadri del Maestro ormai scomparsi e più di 100 altri capolavori. La “rivoluzione ottica” iniziata da Van Eyck 600 anni fa continua ad affascinare ancora oggi. Adesso, per la prima volta, gli appassionati di arte possono ammirare da vicino la maestria di Jan van Eyck, in quella che è la più grande esposizione mai dedicata a questo genio della pittura.

Otto pannelli dell’Adorazione dell’Agnello Mistico in un’unica mostra
Il cuore dell’esposizione è costituito dagli otto pannelli del polittico dell’Agnello Mistico (1432) di Hubert e Jan van Eyck. Tra il 2012 e il 2016, questi pannelli sono stati restaurati all’interno del Museo dall’Istituto statale per la tutela del patrimonio artistico (KIK). Gli straordinari risultati del restauro (durante il quale sono stati rimossi vecchi strati di pittura e parti coperte riportando al suo splendore originario questo capolavoro) consentono di vedere l’opera di Van Eyck in “modo nuovo”. Sono stati proprio i lavori di restauro a suggerire al Museo di realizzare di questa prestigiosa esposizione.

In via unica e del tutto eccezionale, gli otto pannelli restaurati del polittico chiuso, insieme ai dipinti di Adamo ed Eva ancora da restaurare, vengono esposti come dipinti singoli al di fuori della Cattedrale di San Bavone. Sono sistemati all’altezza dello sguardo, in modo che tutti possano ammirare i magnifici colori, gli straordinari dettagli e la rappresentazione quasi tangibile dei tessuti. È la prima e ultima volta che il visitatore potrà arrivare così vicino al lavoro del maestro fiammingo. Il MSK è infinitamente grato alla Fabbrica della Cattedrale di San Bavone per la sua generosità.

Il percorso in breve
La mostra, che occupa 13 sale del museo, si apre con uno spaccato sulla lussuosa ed itinerante corte borgognona dei Paesi Bassi. Nelle sale introduttive, Van Eyck si presenta come ciambellano e pittore di corte del duca di Borgogna Filippo il Buono (1396-1467) e come personaggio importante della vita cittadina. L’interazione tra la corte e fiorenti città come Gand e Brugge, con i loro ambienti commerciali animati da esperti artigiani, ha creato il clima ideale in cui si è potuta realizzare la rivoluzione di Jan van Eyck. Fonti di ispirazione sono stati anche lo status del pittore e l’apprezzamento della sua opera tra il XVI e il XIX secolo.

Dopo la contestualizzazione nel mondo del XV secolo e la nascita dell’opera di Van Eyck, il visitatore si immerge nella ricchezza e nei dettagli magistralmente resi dalla sua rivoluzione ottica. La figura di Jan van Eyck emerge grazie a un eccezionale insieme di circa 140 pannelli dipinti, miniature, disegni e sculture. I pannelli esterni dell’Agnello Mistico guidano il visitatore per tutta la mostra e sono i punti cardine di temi diversi, come il peccato originale e la redenzione, lo spazio, la Madonna con Bambino, Santi in un paesaggio, il ritratto divino, la parola di Dio, architettura, l’immagine dipinta e l’individuo, con i famosi ritratti che Van Eyck fece di alcuni suoi contemporanei.

Il percorso accompagna il visitatore dalle vedute panoramiche a spazi contemplativi chiusi, evoca l’interazione tra la materia e lo spirito, si sposta dal macro al microcosmo ed evolve dalla società del tardo medioevo all’individuo.

I tre aspetti della rivoluzione ottica di Van Eyck
Passando da una sala all’altra si comprende sempre meglio come Jan van Eyck fosse qualcosa di più di un “pittore”: era infatti un artista colto. Aveva certamente studiato lettere e fu tra i primissimi artisti a firmare le proprie opere, dimostrazione di grande consapevolezza di sé. Ma possedeva senz’altro anche le conoscenze che gli permisero di portare avanti la sua rivoluzione ottica, analizzata da tre punti di vista: la tecnica della pittura a olio, l’osservazione del mondo e la rappresentazione degli effetti luminosi.

Prima di VanEyck, la pittura a olio era un metodo poco pratico da utilizzare; solo più tardi si riuscì ad aggiungere delle sostanze essiccanti che riducevano il tempo di asciugatura e rendevano più malleabile le vernici a olio. Ed è esattamente ciò che fece Van Eyck. L’operazione ottenne un clamore tale che il biografo toscano Giorgio Vasari nel 1550 definì Van Eyck l’inventore della pittura a olio. Nacque così il mito del genio di Van Eyck. Solo nel XVIII secolo, in seguito alla scoperta della trascrizione di un manoscritto del XII secolo, il mito cadde. Il secondo aspetto della rivoluzione ottica di Van Eyck è l’attenta osservazione del mondo. La maestria che il pittore dimostra nel riprodurre minuziosamente i più piccoli dettagli e renderli quasi tangibili non era mai stata vista prima e rimane ancora oggi sorprendente. In quell’osservazione era fondamentale l’interesse profondamente radicato nel dipingere la luce. Le persone, gli utensili e gli interni in Van Eyck acquistano tridimensionalità grazie alla luce che li colpisce o proprio a causa dell’assenza diluce sulle parti in ombra.

Van Eyck fece poi un ulteriore passo avanti nella sua già geniale regia della luce. Si ipotizza che il pittore non si basasse solo sull’osservazione diretta e la riproduzione del mondo, ma che avesse anche a disposizione conoscenze specifiche sul funzionamento della luce, il terzo aspetto della sua rivoluzione ottica. Nella bottega di un artista di quei tempi non era possibile avere un’illuminazione costante, perché il pittore dipendeva dalla luce del sole o da quella delle candele. Al minimo cambiamento delle condizioni di illuminazione cambiavano anche le caratteristiche ottiche.

Ed è esattamente ciò che Van Eyck fece: dipingere il modo in cui la luce arriva all’interno della Cappella Vijd (Cattedrale di San Bavone, Gand), il luogo in cui fu sistemato l’Agnello Mistico una volta terminato. Sembra che i pannelli esterni risplendano veramente della luce che entra dalla destra della cappella, il tutto con una coerenza e un’accuratezza che, in un periodo senza illuminazione artificiale, è particolarmente fedele alla realtà.

Come ci è riuscito Van Eyck? Semplicemente studiando i principi di come la luce cade sugli oggetti, dell’ombra che viene proiettata e altri fenomeni luminosi complessi, come riflessione e distorsione. Van Eyck disponeva probabilmente di un metodo e di conoscenze razionali sull’azione della luce sulla realtà delle cose.

Contemporanei italiani
Per inserire la rivoluzione ottica di Van Eyck in una prospettiva più ampia, all’interno della mostra i suoi lavori sono stati sistemati insieme a opere di alcuni suoi contemporanei italiani (come Beato Angelico, Paolo Uccello, Pisanello, Masaccio e Benozzo Gozzoli) che sono state date in prestito al Museo. Al contrario di Van Eyck, che dipingeva a olio, gli artisti italiani lavoravano con la tempera all’uovo. Mentre Van Eyck portava avanti le sue innovazioni, i pittori italiani sperimentavano con lo spazio e introducevano la prospettiva matematica.

Questi sviluppi provocarono una rivoluzione nell’arte pittorica su entrambi i lati delle Alpi ed ebbero un grande impatto sulla nozione dell’immagine del tardo medioevo. È un evento eccezionale che vengano esposte e possano, quindi, essere ammirate insieme opere di artisti dell’Europa settentrionale e meridionale.

Restauri
Oltre all’incredibile serie di opere riunite per la prima (e ultima) volta, alcuni musei hanno colto l’occasione per eseguire lavori di restauro e/o di conservazione sui capolavori che hanno messo a disposizione del MSK. Il pubblico che visiterà il museo di Gand avrà, quindi, la possibilità di ammirare per la prima volta i pannelli esterni restaurati dell’Agnello Mistico accanto a diversi altri capolavori, anche questi riportati al loro splendore originario.

Sono tre le opere di Van Eyck che sono state oggetto di restauro: Ritratto di uomo (Léal Souvenir di Timoteo), proveniente dalla National Gallery di Londra, Ritratto di Baudouin de Lannoy, proveniente dalla Gemäldegalerie di Berlino e il Libro d’ore Torino-Milano, proveniente dal Museo Civico d’Arte Antica/Palazzo Madama di Torino, che contiene le uniche due miniature ancora esistenti realizzate da Van Eyck.

L’esposizione: parte di un progetto più ampio
Questa prestigiosa esposizione si inserisce nel programma di promozione dei Maestri fiamminghi di Toerisme Vlaanderen, che lo sovvenziona in modo significativo. La città di Gand, dal canto suo, non ha risparmiato né sforzi né denaro per rendere l’edificio del museo perfettamente adatto ad accogliere la mostra dal punto di vista strutturale ed organizzativo. Gli altri partner principali di questo progetto sono la Fabbrica della Cattedrale di San Bavone, l’Amministrazione della comunità fiamminga, l’Istituto statale per la tutela del patrimonio artistico, l’Università di Gand, l’Istituto Henri Pirenne, il Centro fiammingo di ricerca per l'arte nei Paesi Bassi borgognoni.

L’esposizione è il punto di partenza del festival cittadino OMG! Van Eyck was here, con il quale la città di Gand celebra il suo Maestro più importante per tutto il 2020.

Pubblicazioni
Il catalogo della mostra Van Eyck. Una rivoluzione ottica inserisce l’esposizione in un quadro più ampio dal punto di vista dei contenuti. Grazie a diciannove saggi di esperti nazionali e internazionali vengono descritti e analizzati il mondo, l’opera, l’influenza e l’apprezzamento di Van Eyck. Il catalogo contiene una parte storica iniziale con la presentazione dello stato delle ricerche su Van Eyck, una breve biografia e un’analisi del periodo storico il cui il Maestro ha vissuto e lavorato.

Il cuore della pubblicazione è costituito dai saggi che illustrano la sua arte rivoluzionaria. Un focus aggiuntivo è il dialogo tra l’opera di Van Eyck e altre discipline, come la scultura, la miniaturae l’oreficeria. Infine, l’attenzione si concentra sugli artisti di altri Paesi europei e sulla loro relazione con la rivoluzione ottica di Van Eyck.

Editore: Hannibal / Kannibaal
504 pp. 370 immagini
Edizioni tradotte in: olandese, inglese, tedesco
Prezzo: 64.50 €

Oltre al voluminoso catalogo, il Museo di Belle Arti presenta anche una comoda guida che racconta la storia della rivoluzione ottica di Van Eyck.

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