Vergine delle Rocce

Leonardo da Vinci, Vergine delle Rocce, 1483 - 1486 ca., Legno trasposto su tela nel 1806 da Hacquin , 199 x 122 cm, Parigi, Musée du Louvre

 

INDIRIZZO: Parigi, Museo del Louvre, Rue de Rivoli

DESCRIZIONE: Il 25 aprile 1483 Leonardo firmò un contratto con la Confraternita milanese dell'Immacolata Concezione per la realizzazione di un dipinto, La Vergine delle Rocce, che avrebbe dovuto trovare posto nella cappella della chiesa di San Francesco Grande a Milano.
Eppure di questo capolavoro esistono oggi due versioni: una è conservata al Louvre, mentre la seconda si trova alla National Gallery di Londra.
Stando al dettagliato contratto il maestro avrebbe dovuto realizzare un trittico, ma non da solo.

Il pannello centrale doveva essere dipinto solo da Leonardo, mentre i due pannelli laterali - per i quali confratelli chiedevano quattro angeli che cantavano e suonavano - erano stati affidati ai fratelli pittori Evangelista e Giovanni Embrogio De Predis. L'intelaiatura lignea venne invece affidata a Giacomo del Maino.
Per motivi non chiari, Leonardo cambiò il soggetto della tavola, optando per il leggendario incontro tra i piccoli Gesù e Giovanni narrato nella Vita di Giovanni secondo Serapione.

In seguito a una diatriba tra Leonardo e la Confraternita dettata da motivi di prezzo, l'opera venne dichiarata ufficialmente "incompiuta". 
Nel frattempo Leonardo aveva abbandonato Milano ed era tornato a Firenze. La seconda versione della pala doveva essere già stata avviata prima della sua partenza, per essere completata nel 1506, durante il suo secondo soggiorno milanese.
Nella seconda versione la Madonna appare più grande, i due bambini sono più riconoscibili e non c'è traccia del gesto della mano dell'angelo, che nella prima versione indicava Giovanni. 

Ad accogliere la scena è un paesaggio roccioso, caratterizzato da fiori e piante acquatiche, descritti con minuzia da botanico. In lontananza si intravede un corso d'acqua. Al centro, Maria allunga la mano destra a proteggere il piccolo san Giovanni in preghiera, inginocchiato e rivolto a Gesù Bambino, che si trova più in basso, a destra, in atto di benedirlo e con il corpo in torsione.
Dietro c'è un angelo che accenna un leggero sorriso, coinvolgendo lo spettatore nella rappresentazione, e indicando con la mano destra il Battista. La mano sinistra di Maria si protende in avanti come a proteggere il figlio.

Sullo sfondo si aprono vedute di speroni rocciosi e gruppi di rocce irte, che a sinistra sfumano nella foschia, secondo la tecnica della prospettiva aerea.
L'opera descrive l'incontro tra il piccolo Gesù e Giovanni Battista attraverso un episodio che non è narrato nei vangeli canonici ma deriva principalmente dalla Vita di Giovanni secondo Serapione.
Le figure, circondate da un'atmosfera avvolgente, emergono dallo sfondo scuro. I colori appaiono più cupi rispetto a quelli utilizzati da Leonardo nella versione successiva, sebbene la luce appaia decisamente più calda rispetto a quella della tavola conservata a Londra.

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