Se fosse un angelo di Leonardo...

Leonardo da Vinci, l’Angelo Annunciante, Pieve di San Gennaro in Lucchesia (part.)

DAL 05/10/2019 AL 20/04/2020

Vinci

LUOGO: Vinci - piazza Carlo Pedretti | Museo Centro espositivo Leo-Lev

ENTI PROMOTORI:

MIBACT, Soprintendenza ABAP Lucca e Massa Carrara, Opificio delle Pietre Dure, Arcidiocesi di Lucca e Leo-Lev

ORARI: dal lunedì al venerdì 10-17; sabato e domenica 10-18

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 0571 1735135

ARTISTI: Leonardo da Vinci

PROMOTORI: MIBACT, Soprintendenza ABAP Lucca e Massa Carrara, Opificio delle Pietre Dure, Arcidiocesi di Lucca e Leo-Lev


Attribuito da Carlo Ludovico Ragghianti alla scuola del Verrocchio e da Carlo Pedretti al giovane Leonardo da Vinci, l’Angelo Annunciante custodito nella Pieve di San Gennaro in Lucchesia è la più grande fra le sculture ascritte al genio del Rinascimento.

L’opera, recentemente restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure, sarà al centro della mostra 
Se fosse un angelo di Leonardo… visitabile dal 5 ottobre nel nuovo centro “Leo-Lev”, complesso culturale nato dall’imponente intervento di recupero architettonico e urbanistico dell’ex villa Bellio-Baronti-Pezzatini e piazza Pedretti nel centro storico di Vinci, su progetto dell’architetto Oreste Ruggiero e con opere artistiche dello stesso.

Per far conoscere ai visitatori la pigmentazione originale sarà esposta anche una copia a grandezza naturale dell’Angelo realizzata dall’Opificio con i materiali e le tecniche pittoriche dell'epoca, oltre a diversi contributi multimediali dedicati alla scultura e al suo recupero.

La scultura policroma in terracotta alta 131 cm e raffigurante l’Arcangelo Gabriele era stata attribuita già nel 1958 alla scuola del Verrocchio dallo storico dell’arte Carlo Ludovico Ragghianti, per poi essere riconosciuta nel 1999 da Carlo Pedretti come opera giovanile di Leonardo da Vinci. Eseguita alla fine del Quattrocento e collocata nella Pieve di San Gennaro a Capannori (Lucca), l’opera subì un grave danno nel 1773 quando, secondo alcuni documenti, cadde in frantumi dopo essere stata colpita da una scala. Il restauro, finanziato dal Centro Leo-Lev e durato meno di un anno, è stato effettuato dal settore dei Materiali Ceramici, Plastici e Vitrei dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, sotto la direzione di Laura Speranza. L’Opificio ha anche realizzato una copia fedele dell’angelo in terracotta, attraverso la scansione in 3D dell’opera e con l’analisi e il recupero dei pigmenti originari e l’utilizzo della stessa tecnica pittorica, ottenendo una scultura che replica l’opera come se fosse appena uscita dalle mani dell’artista che la produsse. L’angelo e la sua replica sono esposti al primo piano del complesso Leo-Lev, dove i visitatori possono usufruire di contributi multimediali dedicati alla statua, al suo restauro e al- la creazione della copia. Uno speciale filmato illustra il percorso di ritorno dell’angelo da Vinci attraverso la Valdinievole fino alla Pieve romanica di San Gennaro, dove sarà ricollocato nel prossimo futuro.

“L’autorizzazione alla proroga della mostra dedicata all’Angelo della Pieve di San Gennaro è la notizia che il pubblico e che tutti noi stavamo aspettando”, dichiara Oreste Ruggiero, uno dei curatori della mostra e Presidente delle Attività Artistiche Leo Lev. “Le numerose presenze non fanno che confermare l’importanza di questo progetto, individuato fin da subito quale cardine d’inizio delle programmazioni espositive Leo-Lev”.

“Questo evento rievoca che non sono importanti soltanto gli studi della tecnica pittorica - afferma Mikhail Piotrovsky, Direttore Generale Museo Statale Hermitage, San Pietroburgo - ma c’è altrettanta necessità degli studi degli aspetti filosofici e religiosi nell’opera di Leonardo da Vinci. La scultura in terracotta dell’Angelo Annunciante riflette perfettamente il tema della religione nell’arte”, di cui gli aspetti sono trattati nel catalogo della mostra.

 

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